Alla vigilia dell'esordio contro il Belgio, Malù Mpasinkatu ha tracciato il ritratto della nuova Italia di Roberto Mancini in un lungo intervento riportato da TUTTOmercatoWEB. Un'analisi che parte dal ritorno del commissario tecnico e arriva a toccare il tema più attuale: una Nazionale sempre più aperta ai ragazzi nati o cresciuti in Italia da famiglie di origine straniera. Con una convinzione di fondo che Malù Mpasinkatu non nasconde: «Io sono positivo, perché è tornato su una panchina che ama».

IL RITORNO DI MANCINI - Il primo invito è a guardare avanti, lasciandosi alle spalle le tensioni che hanno accompagnato la scelta: «È una situazione nuova, bisogna resettare quello che c'è stato». Il credito di Roberto Mancini, del resto, poggia su un ricordo ancora vivo: «L'ultimo che ci ha fatto scendere in piazza è stato proprio il Mancio con l'Europeo vinto». Ma il valore aggiunto, secondo il dirigente, è la visione: «È moderno, sa che può contare su tanti ragazzi italiani di nascita e di origine straniera». Un'apertura che il ct fa bene a sfruttare, ignorando le resistenze più grette.

L'ITALIA MULTIETNICA - Il punto di partenza è un'ammissione di realismo sul livello del nostro calcio: «A livello di qualità non siamo eccelsi come Spagna, Francia o Inghilterra». Proprio per questo, però, la ricchezza di profili diversi diventa una risorsa da cavalcare. Il riferimento alle polemiche che accompagnarono i primi passi di Retegui in azzurro serve a fissare il concetto: «Bisogna togliersi dalla mentalità chiusa». Il mondo, insiste, è fatto di ragazzi cresciuti qui e desiderosi di vestire la maglia azzurra.

ZOMA E DOUMBIA, I SEMISCONOSCIUTI - Sui nomi che hanno sorpreso molti, Mpasinkatu difende le scelte del ct con decisione. Di Mohamed Alì Zoma, protagonista con il Norimberga in Zweite Bundesliga e già seguito dalle big tedesche, sottolinea il contesto in cui è cresciuto: «In Germania non si perde tempo, non si fanno discorsi». Su Issa Doumbia, conteso anche dalla Costa d'Avorio, il giudizio è netto: «Doumbia è stato il migliore di Serie B», tanto da convincere lo Sporting a investire una cifra importante. Dietro queste convocazioni, spiega, c'è un lavoro preciso: «Mancini sta costruendo una rete di scouting importante».

KAYODE, AHANOR E IL CASO ROMANO - L'elenco prosegue con profili già più noti. Honest Ahanor, passato dall'Atalanta, gode di maggiore notorietà, mentre per Michael Kayode parlano i numeri: «È stato uno dei migliori cinque esterni destri della Premier League, dati alla mano», nonostante giochi nel Brentford. Il passaggio più significativo riguarda però la scelta di Alessandro Romano: «Mancini ha convinto Romano a rinunciare alla Svizzera per l'Italia. Non è scontato». Un'operazione che in patria ha fatto rumore, perché la federazione elvetica non si è mossa in tempo.

KOUADIO E INACIO - Spazio anche alle sorprese. Eddy Kouadio, reduce dallo scudetto Primavera con la Fiorentina, è l'emblema di un ct che non si ferma davanti all'età: «Mancini è abituato a lanciare i giovani», un segnale che vale da stimolo per chi gioca nelle nazionali giovanili. Su Inacio, figlio d'arte e conteso con il Brasile, il dirigente usa parole di stima, ricordandolo come il simbolo della generazione 2008. La conclusione è una risposta ai pessimisti: «Non è vero che non ci sono i talenti a livello di under».

L'OBIETTIVO EUROPEO - Lo sguardo si allunga poi sul progetto quadriennale che parte stasera. Alla domanda sull'Europeo, Mpasinkatu risponde senza esitazioni: «Vincere l'Europeo? Secondo me sì». La ragione è che anche le altre big stanno ricostruendo dopo il Mondiale, mentre i ragazzi azzurri hanno fame. Poi il traguardo successivo, il Mondiale di Marocco, Spagna e Portogallo: centrarlo avrebbe un valore enorme, perché l'Italia manca la fase finale dal 2014.

IL GIRONE DI NATIONS - Infine una fotografia degli avversari che attendono la Nazionale nel suo primo impegno di Nations League: «La Francia individualmente è la squadra più forte d'Europa». Dietro, il Belgio di Mark van Bommel e la Turchia di Vincenzo Montella, entrambe chiamate a rialzarsi dopo il Mondiale. La sintesi è prudente: «Siamo in un girone non dei più facili».

Ottimismo sì, ingenuità no. La nuova Italia, per Mpasinkatu, ha le carte in regola per ripartire.

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Sezione: Interviste / Data: Ven 25 settembre 2026 alle 16:09
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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