La finalissima di Coppa Italia tra Lazio e Inter non è riuscita a scuotere l'entusiasmo delle masse, trasformandosi in un vero e proprio deserto mediatico davanti al piccolo schermo. Nonostante il fascino della sfida e il prestigio del trofeo in palio, l'evento ha registrato numeri che definire deludenti sarebbe un eufemismo, segnando un punto di rottura preoccupante con il glorioso passato della competizione e ponendo seri interrogativi sulla reale capacità di attrazione del nostro calcio nel mercato televisivo odierno.
NUMERI DA DIMENTICARE - La serata televisiva dedicata all'ultimo atto del torneo nazionale ha certificato un distacco quasi glaciale da parte del grande pubblico, che ha preferito volgere lo sguardo altrove piuttosto che sintonizzarsi sul duello dell'Olimpico. La partita di ieri sera si è infatti mestamente piazzata all'ultimo posto nella classifica delle finali più seguite dal 2010 a oggi. Entrando nel dettaglio dei numeri, la sfida ha attirato davanti alla TV soltanto 5.566.000 spettatori, fermandosi a uno share del 27,8%. Si tratta di un crollo verticale senza appello, che deve far riflettere i vertici del sistema pallonaro nazionale sulla perdita di appeal dei propri eventi di punta.
IL PRECEDENTE CON LA DEA - Per trovare un dato così asfittico nel recente passato occorre tornare indietro di qualche stagione, precisamente alla finale del 2019 che vide i biancocelesti opposti proprio all'Atalanta. In quell'occasione, la gara vinta dai capitolini per 2-0 era stata l'unica altra volta in cui lo share era scivolato al di sotto della soglia psicologica del 30%. Evidentemente, il marchio della squadra laziale non sembra garantire quei volumi di ascolto oceanici a cui la Lega Serie A aspira. Il dato televisivo nazionale della coppa sembra raccontare una storia di disaffezione molto più complessa – come evidenziano i dati riportati da Calcio e Finanza – mettendo in luce una crisi d'identità del format.
UN ABISSO CON IL PASSATO - Lo specchio della crisi è reso ancor più nitido dal paragone impietoso con l'inizio del decennio scorso, un'epoca che sembra ormai appartenere a un altro pianeta calcistico. Basti pensare che la finale tra Roma e Inter del 2010, quella che consegnò il primo tassello del leggendario Triplete ai nerazzurri di José Mourinho, fu capace di incollare alla sedia oltre undici milioni e mezzo di persone, toccando quota 11.695.000. Un abisso tecnologico e di interesse che separa due ere geologiche: allora gli spettatori erano più del doppio rispetto alla sbiadita e anonima cornice auditel registrata nella serata di ieri.
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Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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