L'eco delle vicende bianconere risuona tra gli stand del Salone del Libro di Torino, dove lo storico ex direttore generale della Juventus, Luciano Moggi, ha impugnato il microfono per vivisezionare il delicato momento della Vecchia Signora. Una disamina a tutto tondo, tagliente e senza alcun filtro, che non risparmia feroci critiche alla rosa attuale, incrociando anche il cammino dell'Atalanta e gettando pesanti ombre sulle recenti inchieste che stanno scuotendo i vertici della classe arbitrale italiana.

LA CURA IN PANCHINA E LO SHOW DEL TENNIS - La prima riflessione del dirigente si concentra sulla metamorfosi vissuta dalla squadra in questo rovente finale di campionato. L'impatto del nuovo corso tecnico è stato provvidenziale per evitare il naufragio sportivo: «Penso che con Luciano Spalletti siano state fatte cose importanti, risvegliando uno spogliatoio che dormiva», ha sentenziato l'ex manager. Una rinascita che, tuttavia, si è scontrata con un panorama mediatico a tratti surreale. La prepotente ascesa del tennis, trainata dai trionfi di Jannik Sinner, ha infatti rubato clamorosamente la scena al pallone, scatenando l'indignazione del navigato dirigente: «Abbiamo assistito a una comica, il calcio sembra passato in sottordine. Ci sta pure, loro hanno un campione, però mi è sembrata una cosa assurda quella vista in questi giorni».

L'IMPIETOSO CONFRONTO CON IL PASSATO - Sollecitato su un irriverente accostamento tra l'attuale organico e la leggendaria corazzata che dominava in Europa nel 1996, il giudizio è a dir poco lapidario e non ammette repliche. Manca la materia prima, ovvero il carisma e il talento puro dei singoli interpreti. «I giocatori di oggi magari potrebbero fare panchina in quella squadra», ha precisato l'ex dg tranciando di netto ogni entusiasmo. Il ricordo corre a un gruppo formidabile che annoverava tra le proprie fila leader carismatici e capitani di innumerevoli selezioni nazionali, dall'Argentina alla Svezia: «È un paragone che semplicemente non regge».

IL TALLONE D'ACHILLE E LE SCORIE DELLA DEA - – come riferisce Tuttomercatoweb.com il vero nervo scoperto della formazione piemontese risiede inesorabilmente nel cuore del campo. Il prossimo mercato estivo dovrà obbligatoriamente concentrarsi sulla linea mediana, apparsa cronicamente incapace di impostare l'azione. La squadra esprime il suo potenziale esclusivamente giocando di rimessa, un copione tattico emerso limpidamente nella sfida contro la Roma, arrivata subito dopo il dispendioso scontro con l'Atalanta. Analizzando l'atteggiamento dei bianconeri contro i capitolini, l'esperto operatore di mercato ha evidenziato le falle strutturali del sistema: «La Juventus ha avuto fortuna, si è difesa meglio ed è ripartita. Ma quando si tratta di fare la partita va sempre in difficoltà: se il centrocampo non fa densità, qualsiasi avversario si può incuneare e puntare i difensori nell'uno contro uno».

IL SOSPETTO SULLO SCANDALO ARBITRI - La chiosa finale è dedicata al polverone mediatico e giudiziario che ha recentemente investito i fischietti italiani. Pur mantenendo un profilo cauto e ammettendo di non conoscere i dettagli viscerali del fascicolo, la chiave di lettura offerta è intrisa di pura malizia. Più che un sistema corrotto, l'impressione è quella di una sterile vendetta personale orchestrata dall'ex assistente Rocca, autore del noto esposto: «Mi sembra la ripicca di uno mandato via, senza il coinvolgimento di nessuna società sportiva». Un'ipotesi che, se confermata, ridimensionerebbe notevolmente la portata del presunto scandalo.

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Sezione: Serie A / Data: Ven 15 maggio 2026 alle 00:30
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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