Il vento del cambiamento soffia impetuoso sulle mura della città alta, portando con sé i contorni di una vera e propria metamorfosi tecnica e dirigenziale destinata a riscrivere il prossimo futuro dell'Atalanta. Al centro di questo clamoroso ribaltone c'è la figura di Maurizio Sarri, l'uomo individuato per chiudere definitivamente un'era tattica e inaugurare un nuovo, affascinante ciclo all'ombra della New Balance Arena. Salutato mister Raffaele Palladino, la dirigenza nerazzurra è pronta a staccare il cordone ombelicale con la storica difesa a tre e le feroci marcature a uomo che hanno dominato l'ultimo decennio, puntando tutto sul profeta del 4-3-3 per un rilancio in grande stile.

IL PIANO GIUNTOLI E LE DICHIARAZIONI DELL'AD - La profonda trasformazione non si limiterà unicamente al rettangolo verde, ma investirà i vertici della piramide societaria. Le inequivocabili dichiarazioni rilasciate dall'amministratore delegato Luca Percassi hanno di fatto preannunciato l'avvicendamento di Tony D'Amico, spalancando le porte all'attesissimo approdo di Cristiano Giuntoli. «Penso che rappresenti uno dei migliori dirigenti del calcio italiano, si è formato nelle categorie inferiori, vedremo cosa succederà», ha ammesso a chiare lettere il dirigente lombardo. Un corteggiamento alla luce del sole ribadito da un entusiasta: «Se così fosse saremmo molto contenti». Parole che certificano le idee chiarissime della proprietà per voltare pagina un anno dopo il doloroso divorzio da Gian Piero Gasperini.

LA NOTTE DELL'OLIMPICO E IL DISCORSO AL QUIRINALE - Prima di tuffarsi nel rovente valzer del mercato, il tecnico nato a Bagnoli è però chiamato a scrivere l'ultimo capitolo della sua tormentata parentesi biancoceleste. Questa sera si giocherà l'ambitissima finale di Coppa Italia, il terzo atto conclusivo della sua carriera dopo le amare sconfitte ai rigori rimediate al timone di Chelsea e Juventus. Ricevuto nelle prestigiose sale del Quirinale, l'allenatore ha tenuto un discorso dal profondo spessore umano: «Andando al campo di allenamento non ho mai avuto la sensazione di andare a lavorare ma solo di andare a coltivare una passione. Questo cerco di trasmetterlo ai miei giocatori. Giocheremo con determinazione nella speranza di dare una grande gioia al nostro popolo».

IL DIVORZIO DA LOTITO E LE ALTRE PRETENDENTI - Alzare al cielo il trofeo nazionale rappresenterebbe il sigillo miracoloso su un'annata vissuta costantemente in trincea. Tra un mercato estivo bloccato, le eccellenti cessioni invernali e il clima di aperta ostilità della tifoseria verso il presidente Claudio Lotito, il traguardo raggiunto assume i contorni di un'impresa sportiva. Ciononostante, a bocce ferme le strade tra la Capitale e il mister si divideranno, seppur in presenza di un contratto ancora in essere. Sulle sue tracce, qualora dovesse clamorosamente sfumare l'ipotesi bergamasca, restano vigili il Napoli (nel caso in cui le strade con Antonio Conte dovessero separarsi) e la Fiorentina, sebbene i viola vedano attualmente Fabio Grosso in netto vantaggio per sedere in panchina.

IL NUOVO SCACCHIERE DEL CALCIO ITALIANO - Il destino è pronto a mescolare le carte di una Serie A mai così frenetica e ricca di colpi di scena. Che sia alzando una coppa o firmando l'intesa per un nuovo entusiasmante progetto, le prossime settimane decreteranno la nascita di una Dea dal volto e dallo stile di gioco completamente inediti.

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Sezione: Primo Piano / Data: Mer 13 maggio 2026 alle 21:42
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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