La forza di volontà è un muscolo invisibile, capace di sollevare fardelli apparentemente insormontabili e di trasformare le tragedie più cupe in straordinarie storie di rivincita. Lo sa bene Davide Epis, il giovanissimo talento bergamasco di Sedrina che ha deciso di non piegarsi al destino avverso, riscrivendo la propria vita sulle piste innevate e diventando un autentico faro di resilienza per l'intero movimento sportivo paralimpico italiano.
IL BUIO E LA RINASCITA - A soli sedici anni, un drammatico incidente in sella alla sua moto gli ha portato via il piede sinistro, ma non la straordinaria fame di futuro. Una volta superata la dolorosa fase riabilitativa in ospedale, lo sport si è trasformato da semplice terapia a vera e propria ancora di salvezza. «Ho avuto un incidente in moto quattro anni fa. Una volta uscito dall’ospedale, ho iniziato a fare sport per riabilitazione, da lì ho visto che andavo abbastanza bene e ho continuato», ha raccontato con umiltà e un sorriso contagioso in occasione del quarantaquattresimo convegno medico promosso dal Comitato Coppa Angelo Quarenghi a San Pellegrino Terme. La scelta dello snowboard non è stata casuale: il ragazzo cercava una disciplina dove l'impatto della protesi potesse avere un peso specifico reale, per dimostrare a se stesso di poter tornare a dominare la tavola esattamente come faceva da normodotato con lo skateboard.
LA CHIAMATA DELLA NAZIONALE E I SACRIFICI - Dalle prime discese solitarie filmate col telefonino all'élite dello sport internazionale il passo è stato denso di sudore, sacrifici e infinita determinazione. Inviati i propri video all'esperto Igor Fortin, oggi sua preziosa guida tecnica, l'atleta è stato subito aggregato per un provino in Trentino con la squadra B azzurra. L'ingresso nel grande giro agonistico ha imposto rinunce pesanti e rigidi protocolli, dai viaggi nel Nord Europa per le complesse classificazioni mediche della disabilità fisica, fino all'approdo in pianta stabile nella squadra A. Una vita da professionista che regala però emozioni purissime, come testimonia la gioia per l'inaspettato e clamoroso secondo posto conquistato in Coppa Europa nel gennaio 2025, circondato dai ghiacci incantati e dall'aurora boreale della magica Finlandia.
ADRENALINA E RAMMARICO OLIMPICO - La quotidianità agonistica si divide tra Coppa Europa e Coppa del Mondo, con due specialità ad altissimo tasso di adrenalina. Da un lato lo snowboard cross, dove quattro atleti si sfidano spalla a spalla affrontando salti e curve mozzafiato; dall'altro il banked slalom, una spietata corsa solitaria contro il cronometro tra paraboliche di ghiaccio preimpostate. La sfortuna ha provato a mettersi nuovamente di traverso, negandogli a causa di un infortunio il sogno di gareggiare alle Paralimpiadi di Milano-Cortina 2026 proprio alla vigilia delle qualifiche, ma l'asticella delle sue ambizioni è già puntata verso la conquista in pianta stabile della Coppa del Mondo.
IL MESSAGGIO DELLA MEDICINA SPORTIVA - A chiosare in maniera impeccabile questa parabola di eccellenza umana e sportiva è intervenuto il dottor Giampietro Salvi, presidente del Comitato organizzatore dell'evento termale: «La storia di Davide è la dimostrazione che anche nei momenti più sfortunati e tristi si può ritrovare la voglia di andare avanti. Nello sport ha trovato gli stimoli per continuare a fare quello che più gli piace e ha capito che non è necessario primeggiare con gli altri, ma prima di tutto con se stessi. Le difficoltà sono sfide in cui il nostro tempo va impiegato con coraggio e non sprecato inutilmente».
Una testimonianza potente che scuote le coscienze, ricordandoci come, di fronte ai baratri più oscuri, ci sia sempre la possibilità di rimettersi in piedi e puntare alla vetta più alta.
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Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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