Un mare di folla, il candore dei palloncini liberati in cielo e un silenzio irreale rotto soltanto da un lungo, commosso applauso. La comunità bergamasca si è fermata per tributare l'ultimo, doloroso saluto a Nicola Belbruti, il diciannovenne tragicamente scomparso dopo essere stato investito da un'auto mentre percorreva in sella alla sua bicicletta la provinciale 91 a Castelli Calepio nella drammatica serata del sette maggio. Un ragazzo solare, strappato troppo presto all'affetto dei suoi cari, che lascia in eredità una passione viscerale per i colori della sua amata Atalanta.

LO STRAZIO DELLA MADRE E L'AMORE FRATERNO - Le navate della chiesa parrocchiale di Tagliuno non sono riuscite a contenere l'immenso dolore di un intero paese riunitosi lunedì mattina. Al termine delle esequie, la voce rotta dal pianto di mamma Milena ha squarciato il silenzio: «Ciao Nico, siamo orgogliosi di te. Vogliamo credere che il Signore abbia pensato a un disegno speciale per te. Ora mettiti al lavoro e facci vedere i frutti speciali di questo lavoro per infondere pace, amore, rispetto, gentilezza, altruismo e buona educazione. La tua giovane vita è stata tragicamente spezzata. Sei l’angelo del Paradiso». Accanto a lei papà Gian Battista e il fratello Riccardo Belbruti, noto e apprezzato arbitro del campionato di Eccellenza, che ha voluto dedicare al diciannovenne parole intrise di amore puro: «Te ne sei andato troppo presto, all’improvviso, strappato via con una forza crudele, lasciando un vuoto difficile da spiegare. Sono sicuro che in qualche modo continuerai a starmi vicino. Ovunque andrò sentirò sempre una parte di te con me».

LA QUOTIDIANITÀ SPEZZATA E L'ABBRACCIO DELLE ISTITUZIONI - Il fischietto dilettantistico ha poi ripercorso i frammenti di una vita vissuta in totale simbiosi: «Mi mancherà aiutarti durante gli allenamenti in palestra. Mi mancherà il tuo sorriso e la tua gioia prima di ogni turno al ristorante. Il legame che ci unisce è più forte del tempo e della morte. Niente potrà spazzarlo via. Ogni mio traguardo sarà anche tuo». Una tragedia che ha scosso profondamente le istituzioni, – come riporta l'edizione online de L'Eco di Bergamo – spingendo il primo cittadino di Castelli Calepio, Adriano Pagani, a proclamare il lutto cittadino. Al suo fianco, in segno di profonda vicinanza alla madre (impiegata in municipio), era presente anche Giuseppe Ondei, sindaco di Carobbio degli Angeli, scortato da una folta rappresentanza di dipendenti comunali. L'omelia di don Cristiano Pedrini ha infine invitato i presenti a meditare sulla drammatica fragilità dell'esistenza umana.

LA FEDE ATALANTINA E IL TRIBUTO ALLO STADIO - Oltre alla famiglia e al lavoro, il giovane nutriva un tifo indescrivibile per i colori nerazzurri. Il suo cuore batteva all'unisono con le gesta della compagine nerazzurra. Proprio per onorare questa sua incrollabile fede calcistica, non è affatto da escludere che il popolo bergamasco decida di rendergli il giusto e caloroso tributo nel prossimo impegno casalingo. Domenica 17 maggio, alle ore 18, in occasione della sfida contro il Bologna, potrebbe stagliarsi un toccante striscione in sua memoria, per far volare il suo nome ancora più in alto.

Un ragazzo portato via nel fiore degli anni, ma il cui ricordo luminoso continuerà a vivere nei cuori della sua famiglia, tra i campi di provincia arbitrati dal fratello e sui gradoni del suo amato stadio.

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Sezione: TANEWS24 / Data: Lun 11 maggio 2026 alle 22:00
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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