MILAN-ATALANTA 2-3 (p.t. 0-2)
7' Ederson (A), 29' Zappacosta (A), 52' Raspadori (A), 88' Pavlovic (M), 94' rig. Nkunku (M)

Una prova di strapotere tecnico e tattico, macchiata solamente da un calo di tensione nei roventi minuti di recupero. L'Atalanta sbanca il prato di San Siro superando il Milan per 3-2, portando a casa un successo dal peso specifico incalcolabile per gli equilibri di alta classifica. Gli uomini guidati da Raffaele Palladino hanno sciorinato un calcio a tratti celestiale, annichilendo le fragili certezze della compagine allenata da Massimiliano Allegri per quasi ottanta minuti, per poi subire una tardiva e disperata reazione d'orgoglio dei padroni di casa, arginata con fatica ma senza compromettere l'impresa.

DOMINIO TOTALE E GOL A GRAPPOLI - Il canovaccio dell'incontro si palesa fin dai primissimi battiti, con gli ospiti padroni assoluti del fraseggio e del ritmo gara. Il meritato vantaggio si materializza in avvio, quando Ederson intuisce le incertezze della retroguardia meneghina, avventandosi su un pallone vagante per trafiggere l'incolpevole Mike Maignan. Il Diavolo barcolla, incapace di uscire dalla ragnatela orobica, e capitola nuovamente alla mezz'ora: un inserimento letale di Davide Zappacosta corona una transizione corale da manuale. Nella ripresa la sinfonia non muta, ed è Giacomo Raspadori a calare un sipario apparentemente definitivo con un sinistro violento sotto la traversa, legittimando una supremazia territoriale a tratti imbarazzante.

IL BRIVIDO E LA RESISTENZA - Proprio quando il divario sembrava suggerire un'accademica gestione del possesso, la fisiologica stanchezza e la sfortunata uscita per infortunio di Giorgio Scalvini abbassano la soglia dell'attenzione nerazzurra. Negli sgoccioli del match, la retroguardia bergamasca smarrisce le misure, concedendo linfa vitale ai rossoneri. Un'incornata imperiosa sugli sviluppi di una palla inattiva all'88' e un successivo calcio di rigore trasformato nel cuore del maxi-recupero riaprono clamorosamente i giochi. Serve tutta l'esperienza della retroguardia lombarda e le uscite tempestive di un attento Marco Carnesecchi per blindare il fortino fino al fischio liberatorio del direttore di gara Luca Zufferli.

L'EUROPA IN CASSAFORTE - Al netto delle palpitazioni finali, la notte milanese consegna all'Atalanta una dote inestimabile per il rush conclusivo del campionato. I tre punti conquistati al Meazza permettono di consolidare con prepotenza il settimo posto in classifica, tenendo a debita e rassicurante distanza la diretta inseguitrice. Il rassicurante vantaggio di sette lunghezze sulla Lazio rappresenta un'ipoteca pesantissima sull'obiettivo europeo, certificando il valore di una squadra capace di imporre la propria identità anche sui palcoscenici più prestigiosi ed esigenti del panorama nazionale.

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Sezione: Copertina / Data: Dom 10 maggio 2026 alle 23:15
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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