Il calcio sa essere spietato e meraviglioso nello spazio di un battito di ciglia. Lo sa bene la Roma guidata da Gian Piero Gasperini, protagonista assoluta di una rimonta al cardiopalma sul prato del Tardini che ridisegna le gerarchie della rincorsa alla Champions League. Un successo clamoroso che mette ulteriore pressione sulle ambizioni europee del Milan.

DOMINIO GIALLOROSSO E SPRECHI - L'avvio di gara dei capitolini è asfissiante. Il tridente delle meraviglie composto da Paulo Dybala, Matias Soulé e Donyell Malen mette subito alle corde il Parma allenato da Carlos Cuesta. Dopo un gol annullato all'olandese su imbeccata di Gianluca Mancini e un timido reclamo per un contatto in area tra Valenti e lo stesso difensore azzurro, il muro emiliano crolla al ventiduesimo: un recupero feroce di Manu Kone innesca l'estro della Joya, che dipinge un corridoio perfetto per la rete del momentaneo vantaggio siglata dall'ex Borussia Dortmund, freddissimo a tu per tu con Zion Suzuki. I padroni di casa sbandano, salvati dal palo su un'incornata di Soulé, e rischiano grosso solo su una leggerezza in disimpegno di Evan N'Dicka che per poco non regala il pari a Gabriel Strefezza, anticipato in extremis dal provvidenziale Mile Svilar.

L'ILLUSIONE CROCIATA - Nella ripresa, il copione si ribalta improvvisamente. È proprio l'ex talento del Como a gelare la retroguardia romanista al quarantottesimo: sfruttando una ripartenza fulminea orchestrata da Emanuele Valeri, Strefezza trafigge il portiere avversario con un diagonale chirurgico. La sfida si trasforma in una polveriera di emozioni e rovesciamenti di fronte. Malen sbatte clamorosamente contro i guantoni di Suzuki fallendo un rigore in movimento su intuizione di Dybala, mentre l'incornata vincente di Pellegrino per i ducali viene invalidata per una posizione irregolare di Troilo. La stanchezza affiora e gli spazi si dilatano, con Alessandro Circati eroico nel murare un colpo a botta sicura del giovane Niccolò Pisilli, prima che Mancini sfiori il nuovo vantaggio di testa.

IL MIRACOLO NEL RECUPERO - Quando la gara sembra incanalarsi verso un pari ricco di rimpianti per gli ospiti, l'ottantottesimo minuto regala l'illusione della gloria agli emiliani. Mandela Keita capitalizza al massimo un invito di Nahuel Estevez, superando Svilar e mandando in estasi il popolo gialloblù. Ma la formazione capitolina ha il cuore gettato oltre l'ostacolo: nei lunghissimi minuti di recupero si materializza una contro-rimonta da cineteca. Prima Devyne Rensch, gettato nella mischia nel finale, estrae dal cilindro un destro chirurgico all'angolino basso che ristabilisce la parità al tramonto del match. Poi, al clamoroso minuto cento, l'epilogo che manda in orbita i tifosi ospiti: lo stesso Rensch si conquista un calcio di rigore subendo l'ingenuo fallo di Britschgi. Dal dischetto si presenta un glaciale Malen, che cancella gli errori precedenti, spiazza l'estremo difensore e fa calare il sipario su una delle sfide più folli di questa annata.

Una vittoria dal peso specifico incalcolabile, che blinda le ambizioni della Lupa e costringe la concorrenza, a partire dai ragazzi della New Balance Arena, a non commettere il minimo passo falso in questo infuocato sprint finale.

© Riproduzione Riservata

Sezione: Serie A / Data: Dom 10 maggio 2026 alle 20:13
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
vedi letture