Il prato del Meazza come palcoscenico per le ambizioni continentali, le voci di mercato e le scadenze societarie rigorosamente congelate in nome del risultato sportivo. A pochi minuti dal fischio d'inizio della delicatissima sfida contro il Milan, l'Amministratore Delegato Luca Percassi prende la parola ai microfoni di DAZN per tracciare in modo inequivocabile la linea della società. Con la sua proverbiale pacatezza, il dirigente nerazzurro spegne sul nascere le crescenti indiscrezioni sul futuro del direttore sportivo Tony D'Amico e del tecnico Raffaele Palladino, blindando l'intero gruppo di lavoro e fissando un traguardo chiaro, tangibile e vitale per le sorti del club: la strenua difesa del settimo posto, l'ultimo passaporto disponibile per varcare i confini dell'Europa. Ecco quanto evidenziato da TuttoAtalanta.com:
Direttore, le voci sulle prossime mosse dirigenziali si intensificano. Come valuta l'operato del direttore sportivo Tony D'Amico alla luce delle recenti indiscrezioni sul suo futuro?
«Le voci e i rumors fanno inevitabilmente parte delle dinamiche quotidiane di questo mondo, specialmente quando ci si avvicina al traguardo finale di un'annata. Quello che posso affermare con assoluta certezza è che Tony D'Amico è un direttore sportivo di grande valore, che ha lavorato molto bene per la nostra società. Tuttavia, seguendo quella che è la nostra storica e consolidata prassi aziendale, ogni tipo di valutazione strutturale verrà affrontata con la massima serenità soltanto alla fine della stagione. In questo momento mancano tre partite di un'importanza capitale: esigo che tutte le nostre energie siano focalizzate esclusivamente sul campo. Come d'abitudine, prenderemo le nostre decisioni a bocce ferme, a campionato concluso».
Queste ultime tre gare stagionali, a partire dall'impegno odierno, potrebbero fungere da esame decisivo per orientare i vostri giudizi tecnici sulla rosa in vista del prossimo anno?
«Penso fermamente che ogni singola partita che affrontiamo rappresenti uno spunto prezioso per fare ulteriori approfondimenti, per testare la tenuta dei ragazzi e per chiarirsi le idee sulle necessità future. La nostra volontà primaria, oggi, è quella di far bene e di continuare il nostro percorso di crescita costante. Siamo perfettamente consapevoli di avere un settimo posto da difendere con le unghie e con i denti. La volontà di tutto l'ambiente è di chiudere in crescendo per centrare questo traguardo».
Questa linea di condotta, improntata sull'attesa del termine della stagione, è valida e applicabile anche per quanto riguarda la posizione e la conferma di mister Palladino?
«Assolutamente sì. Anche con il mister siamo stati sempre estremamente trasparenti e chiari fin dal primo giorno. A noi piace affrontare i temi legati alla programmazione tecnica esclusivamente a stagione terminata, evitando inutili distrazioni in corso d'opera. Tra la dirigenza e l'allenatore c'è un confronto quotidiano, il rapporto è sincero e il dialogo si mantiene costantemente aperto e costruttivo».
Come muterebbe il giudizio complessivo sull'annata qualora dovesse sfumare l'accesso alle competizioni europee?
«Guardando la classifica attuale, i primi sei posti sembrano ormai ben delineati. Il compito principale dell'Atalanta è quello di blindare la settima piazza: qualora dovessimo riuscire a centrare la qualificazione in Conference League, lo considereremmo comunque un risultato importante e di indubbio valore per la società, seppur di tenore diverso rispetto ai clamorosi exploit degli ultimi anni. Non dobbiamo dimenticare che in questa stagione sono emerse realtà come il Como, che non facevano parte del gruppetto di testa e si sono inserite prepotentemente. La competizione nel calcio italiano si è alzata a dismisura ed è sempre più complessa. Proprio per questo motivo, abbiamo l'obbligo di continuare a essere ferocemente ambiziosi per mantenere salde queste posizioni di prestigio».
Parole che sanno di richiamo all'ordine e di pragmatismo puro. Luca Percassi fa scudo alla squadra e allo staff tecnico, rinviando i bilanci ai salotti estivi del calciomercato: ora conta solo il campo, ora conta solo stringere i denti per garantirsi l'ennesimo passaporto per volare in giro per l'Europa.
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Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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