L'Atalanta esulta da lontano e intravede il tanto agognato traguardo continentale. Il fragoroso tonfo della Lazio contro i campioni d'Italia dell'Inter si trasforma in un assist gigantesco per le ambizioni della formazione nerazzurra. Sviscerando la débâcle tra le mura dell'Olimpico, Maurizio Sarri ha tracciato un bilancio durissimo sull'atteggiamento dei suoi, consegnando di fatto una dichiarazione di resa incondizionata che allontana quasi definitivamente i capitolini dal settimo posto, ora più che mai blindato dalla squadra bergamasca.
L'APPROCCIO DA INCUBO - L'analisi del condottiero toscano è lucida e non fa sconti a nessuno, puntando il dito contro una passività ingiustificabile. «Partiamo da una premessa, l’Inter ci è superiore tecnicamente», ha esordito l'allenatore, rifiutandosi però di usare il divario tecnico come alibi per gli errori individuali. I gol incassati nel primo tempo sono una ferita aperta: «Il primo gol è arrivato da una rimessa laterale, su cui c’erano solo due avversari in area, non esiste che si subisca in una situazione del genere. Sulla seconda rete, abbiamo concesso all’Inter di fare cinque o sei passaggi in area senza intervenire». A rendere il boccone ancora più amaro, il gelo di uno stadio svuotato dal tifo amico, un fattore che il mister ha definito apertamente umiliante.
LA RESA PER L'EUROPA - Le conseguenze sulla classifica sono a dir poco letali per i biancocelesti, con riflessi diretti sulle notti magiche della New Balance Arena. – come analizza La Gazzetta dello Sport – il miraggio di superare la Dea per strappare il pass europeo si è schiantato contro le fragilità psicologiche della rosa. «Giusto avere sempre timore di avversari tecnicamente più forti, ma quando perdi partite in questo modo il rischio è che il timore si trasformi in una paura che ti blocca», ha confessato amaramente il tecnico. La rincorsa è finita: «C’era ancora qualche speranza di arrivare al settimo posto, obiettivo che già era difficile e che adesso diventa ancora più complicato».
SGUARDO ALLA COPPA E INFERMERIA - Tra le ceneri di una prestazione da dimenticare, si cerca la forza per l'immediata rivincita di mercoledì, quando in palio ci sarà la finale di Coppa Italia proprio contro i nerazzurri di Milano. Lo staff tecnico si aggrappa al moto d'orgoglio finale, che ha fruttato cinque nitide occasioni da rete nonostante l'inferiorità numerica causata dal cartellino rosso sventolato in faccia ad Alessio Romagnoli (sanzione da Var che gli costerà il derby). La speranza è di non ripetere l'atteggiamento molle visto in avvio e di svuotare un'infermeria che tiene tutti con il fiato sospeso: si lavora incessantemente per recuperare Matteo Cancellieri, uscito per affaticamento, e Mattia Zaccagni, mentre si registra con soddisfazione la crescita di Nicolò Rovella, pur con ampi margini di miglioramento ancora inesplorati.
Per la banda orobica, il messaggio recapitato dalla Capitale è chiarissimo: il destino è interamente nelle proprie mani per riportare Bergamo dove merita di stare.
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Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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