Il calcio italiano si ritrova, purtroppo, a fare i conti con l'ennesima, intollerabile pagina di vergogna sportiva e civile. La sfida tra Cagliari e Udinese, vinta per due reti a zero dalla formazione friulana, si è infatti trasformata in un teatro di tensioni e nervosismi, il cui triste epicentro ha visto protagonista l'attaccante inglese Keinan Davis, in una serata che avrebbe dovuto celebrare esclusivamente lo sport.
FAR WEST AL TRIPLICE FISCHIO - Quello che doveva essere il fisiologico epilogo di una partita combattuta si è tramutato in una gigantesca zuffa a bordo campo non appena il direttore di gara ha decretato la fine delle ostilità. Le due panchine si sono svuotate in un istante, dando vita a un parapiglia generale che ha richiesto diversi minuti per essere sedato. Al centro del ciclone proprio il possente centravanti britannico, obiettivo di mercato per rinforzare l'attacco dell'Atalanta, letteralmente furibondo e portato via a fatica dai propri compagni di squadra verso gli spogliatoi per evitare conseguenze peggiori in un clima agonistico ormai degenerato.
L'OMBRA DEL RAZZISMO E L'ABBAGLIO DELL'ARBITRO - La miccia che ha fatto esplodere la rabbia del giocatore era stata accesa pochi istanti prima, in pieno recupero, dagli spalti dell'impianto sardo. Frasi e ululati di matrice inequivocabilmente discriminatoria hanno bersagliato il centravanti, scatenando la sua sacrosanta e vistosa reazione di sdegno. In un primo momento, l'arbitro ha persino estratto il cartellino giallo all'indirizzo del giocatore, reo di proteste troppo plateali. Soltanto in un secondo momento, resosi conto della gravità del contesto e della natura degli insulti piovuti dalle tribune, il fischietto ha saggiamente deciso di revocare l'ammonizione, provando a riportare la calma in un ambiente ormai tossico.
LO SDEGNO DEI COMPAGNI - A togliere ogni dubbio sulla natura dell'episodio, qualora ce ne fosse ancora bisogno, è intervenuto nel post-partita il centrocampista svedese Jesper Karlstrom. Il compagno di squadra, ancora visibilmente scosso, non ha usato mezzi termini per condannare l'accaduto davanti alle telecamere, certificando l'incresciosa matrice razziale degli insulti: «Cos'è successo? Insulti razzisti, per me è incredibile che possa ancora succedere una cosa così».
LA DIPLOMAZIA DEL TECNICO - Molto più abbottonato, invece, è apparso l'allenatore dei bianconeri Kosta Runjaic. Il mister ha preferito dribblare abilmente le domande spinose per concentrarsi sull'aspetto puramente tecnico della vittoria, pur riconoscendo l'anomalia degli ultimi minuti di gara: «Non so come commentare quello che ho visto nel finale. La partita è stata molto bella, ma non ho capito bene cosa sia successo. Davis è un grande atleta, credo che avremo occasione per parlare di quanto successo, ma non so di più. Preferisco parlare di una partita che è stata molto interessante».
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Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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