Quello che doveva essere il paradiso dei galattici si è trasformato in un inferno di ego smisurati e tensioni irrisolvibili, mandando in frantumi l'immagine di un club che solo due stagioni fa veniva descritto da Carlo Ancelotti come lo spogliatoio più sano della sua carriera. La crisi della Casa Blanca è ormai una voragine che minaccia di inghiottire tutto e tutti. A Madrid, invece, il fallimento è sistemico: Florentino Perez aveva scommesso su Xabi Alonso per fare tabula rasa, ma il tecnico si è ritrovato prigioniero di un "vestuario" popolato da prime donne come Kylian Mbappé, Vinicius Junior, Federico Valverde e Jude Bellingham, figure apparentemente incompatibili tra loro.
L'ASILO NIDO DI XABI - Il primo a saltare nelle gerarchie tattiche è stato Rodrygo, sacrificato in favore di Arda Guler, ritenuto più propenso al sacrificio nel nuovo 4-2-3-1. In mezzo al campo, la lotta fratricida tra Aurélien Tchouaméni, Valverde e Eduardo Camavinga ha subito estromesso Dani Ceballos dalle rotazioni, mentre un Bellingham frenato dall'operazione alla spalla non è mai tornato ai suoi livelli. La disciplina ferrea imposta da Xabi ha generato uno scontro frontale con i leader: Vinicius ha sofferto i continui cambi e l'allenatore, stremato, è esploso dopo il Clásico con una frase destinata a restare nella storia: «Non sapevo che sarei venuto ad allenare in un asilo nido». Una denuncia durissima contro la mancanza di impegno e maturità di un gruppo ormai fuori controllo.
IL FALLIMENTO DI ARBELOA - Il cambio della guardia del 12 gennaio non ha portato la tregua sperata. Alvaro Arbeloa, promosso dal Castilla con il Real a meno quattro dal Barcellona, ha visto saltare i nervi dello spogliatoio in tempi record. – come riferisce La Gazzetta dello Sport – Arbeloa ha collezionato scontri con Ceballos, con il giovane Raul Asencio e persino con un senatore come Dani Carvajal, la cui gestione post-infortunio è stata disastrosa. Il caso che ha fatto infuriare i tifosi e parte della squadra è stato però il privilegio concesso a Mbappé: dieci giorni di riposo per presunti problemi muscolari spesi in vacanza in Sardegna con la fidanzata, proprio mentre il Madrid affondava sotto i colpi delle polemiche.
BOTTE E MULTE MILIONARIE - L'ultimo atto di questa degenerazione è stata la rissa tra Tchouaméni e Valverde, culminata con il ricovero ospedaliero di quest'ultimo. Nonostante i tentativi di facciata di derubricare l'accaduto a un incidente domestico («ho urtato accidentalmente contro un tavolo»), il club ha risposto con una multa record da 500.000 euro a testa per dare un segnale di sopravvivenza istituzionale. Ora il Clásico al Camp Nou rischia di trasformarsi nel funerale sportivo del Madrid, con il Barça pronto a festeggiare il titolo con undici punti di vantaggio su una rivale ormai derelitta.
IL RITORNO DELLO SPECIAL ONE - Per ricostruire dalle macerie, Florentino Perez sembra aver scelto l'unico uomo capace di azzerare i poteri nello spogliatoio: José Mourinho. Lo Special One sarebbe pronto a tornare con un contratto biennale e richieste tassative: autonomia totale sulle scelte tecniche, gestione del mercato e l'immediata epurazione di senatori come Carvajal e David Alaba, ritenuti non più adatti al nuovo corso. Mou vuole carta bianca anche sul proprio staff, segnando la fine dell'era dello storico preparatore Antonio Pintus. Perez attende solo l'aritmetica certezza del titolo ai blaugrana per annunciare il ritorno del portoghese e dare il via alla rivoluzione più violenta della storia recente dei Blancos.
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Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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