Mattia Caldara, intervenuto in una lunga intervista rilasciata ai microfoni de La Gazzetta dello Sport, ha affrontato diversi temi, tra cui la serratissima corsa per un posto nella prossima Champions League, la flessione motivazionale del Milan e l'impatto straordinario che tecnici del calibro di Massimiliano Allegri e Gian Piero Gasperini riescono ad avere sulle rispettive squadre. Ecco quanto evidenziato da TuttoAtalanta.com
Osservando la classifica dall'esterno, come inquadra la spettacolare volata per accedere alla prossima Champions League?
“Sono profondamente convinto che i rossoneri abbiano tutte le carte in regola per staccare il pass. Il vero scontro all'ultimo respiro sarà per l'ultimo posto utile, un duello serrato tra Roma e Juventus. Devo dire che la formazione bianconera ha gettato al vento una chance colossale nel match contro il Verona: una squadra del calibro della Juve non si può permettere di lasciare per strada punti in sfide simili. Sul fronte opposto, per la compagine capitolina l'esito del derby avrà un peso specifico determinante per il prosieguo della stagione”.
Quali dinamiche tattiche e psicologiche si attende dallo scontro diretto tra Milan e Atalanta?
“Mi aspetto una Dea molto più disinvolta e libera da pressioni opprimenti, mentre vedo un Diavolo inevitabilmente più rigido e teso per l'importanza della posta in palio. La formazione nerazzurra avrà un approccio arrembante fin dai primissimi minuti, spinta dalla fame di Palladino che smania per concludere l'annata in modo trionfale, provando a tutti le sue innegabili qualità. Per i ragazzi di Pioli sarà una vera e propria battaglia campale: non escludo affatto un pareggio finale, sebbene i rossoneri scendano in campo con una disperata necessità di fare punti”.
A cosa imputa l'evidente e preoccupante flessione di rendimento della squadra rossonera nell'ultimo periodo?
“Sinceramente, subito dopo l'euforia per la vittoria nel derby, ero straconvinto che avessero l'inerzia giusta per contendere lo scudetto fino all'ultima giornata. Non voglio affermare che la pesante sconfitta subita contro la Lazio li abbia appagati, ma a livello puramente inconscio, quando vedi che il traguardo massimo si allontana drasticamente, si rischia di allentare la tensione. Adesso ritrovare il proverbiale "fuoco dentro" e la spietatezza agonistica non è affatto un'impresa semplice. Ecco perché si trovano in una situazione così complessa: se non riaccendono subito l'interruttore della grinta, getteranno alle ortiche un campionato fin qui molto positivo. Fallire la qualificazione tra le prime quattro trasformerebbe l'intera annata in una delusione totale”.
Ritornando al mondo nerazzurro, quanto pesa concretamente il lavoro di Gasperini nei successi della Dea?
“Il suo impatto è assoluto e indiscutibile. C'è stata palesemente un'Atalanta prima del suo arrivo e ce n'è una completamente diversa dopo la sua nomina. Lo certificano in maniera spietata le statistiche e la striscia di annate clamorose che ha saputo mettere in fila. Certo, ha avuto il vantaggio di trovare un club strutturato in maniera intelligente, pronto ad assecondare in toto le sue metodologie e richieste. Quando lo metti in queste condizioni ideali, lui è capace di tirare fuori il 110% da chiunque”.
Come giudica, infine, la prima annata dell'attuale guida tecnica che siede sulla panchina della Roma?
“Ho monitorato con grande interesse l'evoluzione della squadra giallorossa. Devo essere onesto: all'inizio pronosticavo che ci sarebbero state moltissime difficoltà nel far attecchire in fretta le sue precise idee di gioco in quell'ambiente. Invece, con mia grande sorpresa, i giocatori si sono fidati ciecamente di lui fin dal primo allenamento, e ora sono lì, pronti a giocarsi fino all'ultimo secondo le proprie chance per l'accesso alla Champions. Un traguardo tutt'altro che banale”.
Le acute riflessioni dell'ex difensore dipingono uno spaccato lucidissimo delle dinamiche tattiche e nervose del nostro calcio. Da spettatore privilegiato, Caldara scruta l'orizzonte della Serie A con la freddezza dell'analista e la passione dell'innamorato, dimostrando fin da ora di possedere l'acume e la visione strategica necessari per eccellere nella sua imminente nuova vita a bordo campo.
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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