Le manovre per l'Atalanta del futuro sono già iniziate, intrecciandosi con le ultime, decisive sentenze del campo. A margine della terza edizione del "Premio Nazionale Telenord – Gianni Di Marzio" tenutasi nell'elegante cornice di Portofino, l'amministratore delegato Luca Percassi ha fatto il punto sulle imminenti strategie del club. Raggiunto dai microfoni di Sky Sport, il dirigente non si è sottratto alle domande più spinose, affrontando con estrema lucidità i temi caldi del momento: dal destino europeo legato a doppio filo alla finale di Coppa Italia, fino alla concreta possibilità di un avvicendamento al vertice della direzione sportiva, con l'ombra di Cristiano Giuntoli che si allunga su Bergamo. Tra rinnovi in sospeso e gioielli corteggiati dalle big europee, Percassi ha ribadito la ferma volontà di non farsi trovare impreparati. Ecco quanto evidenziato da TuttoAtalanta.com:
La trionfale notte di San Siro vi ha regalato tre punti d'oro, ma il destino europeo dell'Atalanta rimane intimamente legato all'esito della finale di Coppa Italia tra Lazio e Inter. Con quale spirito vivrete l'attesa per la sfida dell'Olimpico?
«È innegabile che la nostra qualificazione per il palcoscenico continentale passi necessariamente attraverso il verdetto di quella partita, considerando le attuali dinamiche e gli incastri del regolamento. Osserveremo l'incontro con un interesse a dir poco viscerale. Abbiamo fatto il nostro dovere sbancando Milano, ora ci mettiamo comodi e vediamo cosa succederà mercoledì sera, con la speranza che le combinazioni ci premino per quanto di buono abbiamo saputo costruire durante la stagione».
Si fanno sempre più insistenti le indiscrezioni riguardanti un possibile addio del direttore sportivo Tony D'Amico al termine di questa annata. Qual è la reale situazione e come vi state muovendo per tutelare la società?
«Con Tony nutro un rapporto personale che definirei straordinario. Conosco minuziosamente e nel dettaglio l'enorme mole di lavoro che ha sviluppato in questi anni per noi. A lui posso rivolgere solamente un sentito e profondo ringraziamento per tutto ciò che sta facendo. Mi rendo perfettamente conto che, esattamente come accade per i nostri calciatori più talentuosi, anche un dirigente della sua caratura possa finire nel mirino e subire il corteggiamento di altri club. Mancano ancora due partite alla fine dei giochi e, con estrema franchezza, ammetto che il nostro rapporto professionale potrebbe effettivamente concludersi. Tuttavia, l'immensa stima reciproca rimarrà intatta per sempre. Il mio dovere di amministratore delegato, qualora D'Amico scegliesse di intraprendere una nuova strada, è quello di fare gli interessi dell'Atalanta e non farci cogliere impreparati. Cercheremo di inserire un sostituto di primissima fascia, valutando le migliori opportunità che il mercato potrà offrirci per mantenere altissimo il nostro livello competitivo».
Tra i profili accostati con maggiore forza alla vostra dirigenza spicca il nome di Cristiano Giuntoli. Può essere lui la figura ideale per raccogliere la pesante eredità alla direzione tecnica?
«Reputo che Giuntoli rappresenti, senza alcun dubbio, uno dei dirigenti più capaci e brillanti dell'intero panorama calcistico italiano. È un professionista che si è forgiato partendo dal basso, maturando un'esperienza inestimabile e concreta nelle categorie inferiori prima di imporsi ai massimi livelli. Detto questo, aspetteremo l'evolversi degli eventi. Sono pienamente consapevole che un direttore del suo calibro abbia numerose pretendenti pronte a fargli la corte. Vedremo se ci saranno le reali condizioni affinché questo matrimonio possa concretizzarsi. Se così dovesse essere, ne saremmo ovviamente entusiasti».
Passando al campo, i tifosi si interrogano sul destino di mister Raffaele Palladino. Avete già in agenda i colloqui per definire la sua eventuale permanenza sulla panchina?
«Su questo fronte manteniamo una linea di condotta ormai consolidata nel tempo: è nostra prassi inderogabile sederci attorno a un tavolo esclusivamente a campionato finito. Vogliamo affrontare queste tematiche a mente completamente sgombra, senza alcun tipo di distrazione o interferenza esterna legata al campo. Manterremo fede a questo rigoroso modus operandi anche in questa occasione, valutando il percorso compiuto con la massima serenità e lucidità».
In chiusura, uno sguardo ai protagonisti sul prato verde: Ederson è sicuramente uno dei pezzi più pregiati della vostra rosa, costantemente al centro delle dinamiche di mercato. Qual è la posizione del club in merito al centrocampista brasiliano?
«Allo stato attuale delle cose, non abbiamo ricevuto alcuna offerta ufficiale sul tavolo, ma registriamo esclusivamente degli interessamenti e dei sondaggi da parte di altre società. Ritengo peraltro alquanto improbabile che i club effettuino mosse concrete o affondi definitivi prima del sipario sui vari campionati. Che ci sia una forte attenzione attorno ai nostri calciatori di spicco è un fattore del tutto normale e fisiologico. Tuttavia, valuteremo ogni singola situazione a tempo debito, affrontando il mercato con la consueta calma e con assoluta serenità, senza l'ansia di dover precipitare le decisioni».
Scenari aperti e programmazione lucida: l'amministratore delegato nerazzurro non si nasconde, confermando la solidità di un progetto pronto a rinnovarsi nei suoi interpreti chiave, dietro la scrivania come in campo, senza mai smarrire la propria inconfondibile identità.
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Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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