Antonio Conte osserva, prende appunti e aspetta. Uomo di fatti più che di parole, il tecnico salentino si tiene alla larga da ogni domanda sul futuro in azzurro, ma i segnali di un possibile ritorno sulla panchina dell'Italia non mancano.

IL RICHIAMO AZZURRO - Fatti e non parole, come ai tempi del biennio 2014-2016 – ricorda La Gazzetta dello Sport –, quando trascinò un'Italia non certo favorita fino a un passo dalle semifinali dell'Europeo, invitando i tifosi a vestirsi del colore della Nazionale. Rivivere quell'entusiasmo è ciò che il salentino desidera: da qui i segnali, e la volontà di restare lontano dalla "politica" per concentrarsi sul campo, al punto da non disdegnare nemmeno l'idea di un contratto lungo quattro stagioni, una durata inconsueta per uno come lui.

IL NODO INGAGGIO - Resta l'ostacolo dello stipendio. A Napoli, sua ultima panchina, Conte ha toccato punte superiori agli otto milioni netti a stagione: cifre semplicemente inimmaginabili in azzurro. La prima volta la FIGC riuscì a mettere sul tavolo 4,1 milioni l'anno, in un'operazione spesso attribuita all'intervento della Puma – allora sponsor tecnico federale – ma in realtà frutto di una precisa volontà politica, con quei fondi soltanto in un secondo momento "dirottati" sul commissario tecnico. Anche oggi gli sponsor potrebbero avere un ruolo, ma superare le cifre di allora resta impossibile. Tradotto: Conte dovrebbe accontentarsi di circa la metà di quanto percepiva all'ombra del Vesuvio.

L'ATTESA E LO SFONDO MANCINI - Per questo annota tutto ciò che gli accade attorno e attende: che la politica si faccia da parte e che a parlare sia soltanto il campo. Solo allora uscirà allo scoperto per inseguire il suo obiettivo. La sfida di riportare l'Italia dove merita lo stuzzica eccome, tanto più che stavolta si tratterebbe di una Nazionale "ferita" dall'assenza al Mondiale: una missione diversa da quella del 2016, quando comunque alla Coppa del Mondo si era andati, e proprio per questo congeniale a un tecnico che dell'emergenza ha fatto un'arte. Sullo sfondo resta Roberto Mancini, anch'egli in paziente attesa dell'esito di un confronto al vertice.

Il quadro, insomma, è quello di una corsa ancora tutta da scrivere. Con Conte che, fedele al suo stile, preferisce muoversi nel silenzio: pronto a uscire dall'ombra solo quando sarà davvero il momento.

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Sezione: Italia / Data: Ven 26 giugno 2026 alle 08:15
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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