Il mondo del calcio italiano guarda con attenzione all'avvio della nuova era federale. A margine della manifestazione ExpoAid, il ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi è tornato sull'elezione di Giovanni Malagò alla presidenza della FIGC, indicando nel dialogo e nelle riforme le priorità del nuovo corso.

IL PRIMO CONFRONTO - «Ci incontreremo per capire da dove si riparte», ha annunciato il ministro, fotografando il momento. Abodi ha poi messo in guardia sui rischi del reducismo corporativo: subito dopo un'elezione, ha spiegato, l'entusiasmo del risultato tiene le varie componenti in uno spirito positivo, e l'auspicio è che restino tali ancora qualche mese prima di tornare «corporative». È in quella finestra, secondo il ministro, che «le riforme che non arrivano da 16 anni si possono manifestare».

LA SPINTA DELLE RIFORME - Proprio sul fronte dei cambiamenti, Abodi ha rivolto un messaggio chiaro al movimento: «Mi aspetto che il sistema-calcio, tanto più forte di questo consenso che è stato ottenuto da Giovanni Malagò, proponga delle cose». Un invito all'autonomia, prima di bussare alle porte dell'esecutivo: «Sappiamo perfettamente quello che già può partire dal sistema, prima che il sistema chieda al governo di fare altro». Temi che saranno al centro del confronto tra Federazione e Governo.

L'ITALIA SENZA MONDIALE - Inevitabile, infine, un passaggio sull'assenza degli azzurri dalla rassegna iridata, da cui ripartire guardando a modelli virtuosi come Brasile e Marocco. «Purtroppo incide nella passionalità con la quale si vede una partita», ha ammesso Abodi, pur rivendicando un principio: «il bel calcio si apprezza a prescindere».

Parole che tracciano la rotta del nuovo corso federale: un equilibrio tra l'entusiasmo del momento e la necessità, non più rinviabile, di riforme attese da troppo tempo.

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Sezione: Serie A / Data: Gio 25 giugno 2026 alle 19:00
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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