Il futuro presidente della Figc erediterà un'agenda fitta di impegni. Nessuno dei due candidati intende cancellare il lavoro di Gabriele Gravina, di cui entrambi conoscono bene il documento lasciato in eredità, tra rivendicazioni e percorsi da proseguire. È soprattutto sul piano sportivo, però, che qualcosa si è inceppato — e parecchio — con una reputazione internazionale dell'Italia che negli ultimi anni ha incassato un colpo tutt'altro che lieve.

LA NOVITÀ - Che cosa non ha funzionato? Nella lettura di Giovanni Malagò – e di buona parte di chi lo sostiene – alla gestione Gravina, come a quelle immediatamente precedenti, è mancato un anello: una figura di estrazione calcistica capace di fare da ponte tra il presidente e il commissario tecnico. Un'esigenza che gli è stata rappresentata soprattutto dall'Assocalciatori, convinta che serva un ex giocatore con un trascorso anche dirigenziale, da collocare in un ruolo di peso a livello federale. Un direttore tecnico, o qualcosa in più: un uomo chiamato a incidere sulla scelta degli allenatori delle varie rappresentative azzurre e, allo stesso tempo, a confrontarsi da pari a pari, con la competenza di chi il campo lo ha vissuto, con il ct della Nazionale maggiore.

I NOMI IN BALLO - Il profilo che mette d'accordo molti porta a Paolo Maldini, legato a Malagò da un rapporto particolare. Non è però l'unica pista: nelle ultime ore è spuntato anche Frederic Massara, da poco liberatosi dalla Roma. Due strade diverse per la stessa casella, anche se l'idea Maldini resta quella che intriga di più.

LE ALTRE CASELLE - L'ex presidente del Coni entrerà nel merito delle nomine – come rivela La Gazzetta dello Sport – soltanto dopo l'elezione di oggi, data ormai per pressoché scontata. Sul tavolo c'è anche la volontà di affidare un incarico nuovo a Sara Gama, pur non da vicepresidente come si era vociferato in passato, e di inserire Luca Bergamini nel Club Italia.

POI IL CT - Definito il direttore tecnico, si entrerà nel vivo per la scelta più attesa, quella del commissario tecnico azzurro, che comunque non arriverà in tempi rapidi. Malagò vuole procedere con i piedi di piombo, confrontandosi con chi gli sta accanto e puntando alla soluzione migliore: per la nomina, così, potrebbe servire ancora qualche settimana.

Prima l'uomo che farà da regista tecnico, poi quello che siederà sulla panchina dell'Italia: il nuovo corso della Federcalcio, di fatto, riparte da qui.

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Sezione: Serie A / Data: Lun 22 giugno 2026 alle 10:00
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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