Il palazzo del calcio italiano trema sotto il peso di un'alleanza politica destinata a riscrivere drasticamente le gerarchie del potere federale. La furiosa volata per la presidenza della FIGC ha subìto nelle ultime ore una sferzata forse decisiva, proiettando Giovanni Malagò a un solo millimetro dal trono istituzionale e costringendo Giancarlo Abete sulla difensiva in una complessa partita a scacchi giunta ormai alle battute finali. L'accordo appena siglato tra le fazioni sposta clamorosamente gli equilibri, tracciando una rotta nitida verso l'attesissima assemblea elettiva fissata per il prossimo ventidue giugno.

IL MANDATO DELLE COMPONENTI TECNICHE - Il comunicato congiunto diramato dalle associazioni di categoria suona come una vera e propria sentenza inappellabile. Calciatori e allenatori hanno sciolto ogni residua riserva, conferendo mandato pieno all'ex presidente del CONI. L'investitura si fonda su una convergenza programmatica assoluta riguardante temi nevralgici e improcrastinabili come le riforme di sistema, lo sviluppo del Club Italia, la sostenibilità finanziaria e la crescita del movimento femminile. Con l'appoggio formale dell'Associazione Italiana Calciatori e dell'Assoallenatori, il candidato prescelto incassa un monumentale trenta per cento del bacino elettorale complessivo, scavando un solco che appare incolmabile per la concorrenza.

I NUMERI DEL DOMINIO E IL PESO DELLA SERIE A - La fredda logica della calcolatrice restituisce uno scenario quasi totalmente blindato a favore del favorito. A quel trenta per cento garantito dal comparto tecnico, va infatti sommato il granitico diciassette virgola uno per cento portato in dote dalla Serie A. Il massimo campionato si è compattato in maniera insolitamente feroce dietro al suo alfiere, incassando il placet di diciannove società su venti (orfane unicamente dell'appoggio della Lazio). Partendo da questo stratosferico quarantasette virgola uno per cento, il traguardo della maggioranza assoluta che vale la presidenza dista soltanto un irrisorio soffio. – come riferisce La Gazzetta dello Sport – l'uomo forte delle istituzioni sportive ha accolto la notizia con enorme soddisfazione, promettendo di formalizzare la candidatura entro la fine della prossima settimana per rispettare il galateo istituzionale con le leghe minori.

Le scadenze incombono implacabili, con il limite per la presentazione delle candidature fissato a mercoledì tredici maggio. Il palazzo attende il fischio d'inizio formale, ma i giochi di potere sembrano aver già decretato il nuovo monarca del nostro pallone.

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Sezione: Serie A / Data: Ven 01 maggio 2026 alle 08:15
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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