Gestire la pressione di una finale dalla panchina non è mai semplice, specialmente se si è chiamati a sostituire il condottiero di un'intera stagione. Marco Zanchi ha assolto al compito con autorevolezza e compostezza, guidando l'Atalanta Primavera verso la conquista della Coppa Italia. Subentrato allo squalificato Giovanni Bosi, l'ex difensore nerazzurro ha letto la partita con estrema lucidità, riconoscendo le difficoltà tecniche incontrate ma esaltando la resilienza del gruppo. Ai microfoni ufficiali, Zanchi ha messo da parte i personalismi, dedicando un pensiero profondo a mister Bosi e rivolgendo lo sguardo verso l'obiettivo primario del club: il trofeo più bello non è quello d'argento, ma il futuro calcistico dei ragazzi costruiti sui campi di Zingonia. Ecco quanto evidenziato da TuttoAtalanta.com:
Mister Zanchi, una soddisfazione immensa alzare questo trofeo. Ha dovuto sostituire mister Bosi, squalificato per l'occasione. Riuscivate a sentirlo urlare e incitare dall'alto della tribuna durante la gara?
«A dire il vero non lo abbiamo sentito moltissimo, credo abbia vissuto la partita in uno stato di grande silenzio e tensione interiore. Ci tengo particolarmente a rivolgere il mio primo pensiero a lui: per l'incredibile lavoro che ha svolto all'interno del settore giovanile fin dal suo arrivo, e nello specifico da quando ha assunto la guida della Primavera, avrebbe meritato più di chiunque altro di vivere questa serata da assoluto protagonista sul campo. Purtroppo non è andata così, ma sappiamo quanto ci tenesse. Per quanto riguarda la gara in sé, è stata una partita oggettivamente difficile. Non siamo riusciti a esprimere il nostro calcio migliore o più fluido, ma le finali, si sa, sono sfide bloccate e nervose. L'enorme pregio di questa squadra è stato quello di non disunirsi e di non mollare mai la presa. Quando mantieni questo tipo di atteggiamento, la fortuna e gli episodi finiscono spesso per premiarti. Siamo stati caparbi nell'acciuffare un pareggio che a un certo punto sembrava insperato, e poi ai calci di rigore credo che l'inerzia emotiva della partita abbia fatto pendere l'ago della bilancia a nostro favore».
Il settore giovanile è strutturato per forgiare talenti, non per inseguire spasmodicamente i trofei. Tuttavia, vincere una competizione del genere ripaga di enormi sacrifici e garantisce un'iniezione di fiducia a tutto il movimento. Condivide questo pensiero?
«Sono assolutamente e totalmente d'accordo. Come si suol dire in questi casi, il trofeo fisico è essenzialmente una bellissima fotografia da incorniciare e appendere nei corridoi della sede. Il vero, grande trofeo per cui lavoriamo incessantemente tutti i giorni, noi allenatori, è quello di riuscire a traghettare il maggior numero possibile di questi ragazzi nel calcio che conta, tra i professionisti. Sotto questo aspetto, siamo dei privilegiati: abbiamo la fortuna immensa di avere alle spalle una società che ci stimola continuamente, che crede ciecamente nel nostro operato, che non smette mai di investire e che ci mette a disposizione strutture all'avanguardia assoluta. Tutto ciò agevola enormemente il nostro compito quotidiano».
È dunque una vittoria che parte da lontano, dalle fondamenta del vivaio nerazzurro?
«Proprio così. Se mi è concesso, vorrei dividere il merito di questa splendida vittoria con tutti gli allenatori e i formatori del settore giovanile dell'Atalanta. Noi, qui in Primavera, rappresentiamo semplicemente l'espressione finale, l'ultimo gradino di un percorso formativo lunghissimo che questi ragazzi hanno intrapreso anni fa. Vorrei condividere questa Coppa con ciascuno di loro e con tutte le persone che, dietro le quinte, lavorano instancabilmente ogni giorno al Centro Sportivo di Zingonia».
Classe, umiltà e spirito di appartenenza. Marco Zanchi chiude la magica serata dell'Atalanta Primavera riportando l'attenzione sui veri valori dello sport giovanile, celebrando un trionfo che appartiene non solo agli undici in campo, ma a un'intera famiglia sportiva che lavora silenziosamente dietro le quinte.
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Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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