Il boato di gioia che ha accompagnato l'ultimo calcio di rigore fatica ancora a spegnersi, ma per Marco Zanchi è già il momento delle analisi lucide e dei bilanci. Il tecnico, chiamato all'arduo compito di guidare l'Atalanta Primavera (Bosi squalificato) nella finalissima al posto dello squalificato mister titolare, si gode una Coppa Italia vinta con le unghie e con i denti, tracciando i contorni di una prestazione che, pur non essendo stata perfetta sul piano estetico, ha messo in mostra un carattere d'acciaio e un'anima guerriera.

LA DEDICA E LA SOFFERENZA - Prima di addentrarsi nelle dinamiche tattiche, il pensiero vola immediatamente a chi ha forgiato questo gruppo vincente. «Vorrei esprimere un pensiero per Giovanni Bosi, che meritava di vivere in prima persona questa partita. Purtroppo non è stato così», ha esordito l'allenatore con sincera emozione. Passando all'analisi della sfida, il quadro è estremamente onesto: «Oggi non è stata la nostra miglior prestazione in assoluto. Da un certo punto di vista l'abbiamo sentita troppo dal punto di vista emotivo, ma la qualità più grande messa in campo dalla squadra è stata quella di non rassegnarsi mai e lottare fino all'ultimo fischio».

IL PUNTO DI ROTTURA E LA LOTTERIA - Nelle finali secche, molto spesso, a prevalere sono i nervi saldi e il cinismo. L'ex difensore riconosce le difficoltà patite ma sottolinea la grande reazione nel segmento conclusivo. «Le finali sono esattamente così. Noi siamo stati bravi negli ultimi cinque minuti a creare occasioni importanti, unendo la giusta cattiveria a una dose di fortuna. Arrivati ai rigori, l'inerzia della gara era ormai cambiata: la Juventus aveva palesemente subito il contraccolpo psicologico. È inutile negare che ci sia stata anche un po' di buona sorte, ma il merito assoluto resta di questi ragazzi encomiabili».

LA VERA MISSIONE DEL MODELLO ZINGONIA - Oltre alla luccicante coppa appena sollevata, lo sguardo societario resta rigorosamente focalizzato sul futuro a lungo termine. «La vittoria odierna fotografa il momento esaltante, ma il nostro lavoro quotidiano a Zingonia è quello di formare calciatori. Il vero traguardo è riuscire a portare quanti più ragazzi possibili in prima squadra». La chiosa finale è un elogio al sistema nerazzurro e alle individualità in rampa di lancio: «Abbiamo la grande fortuna di operare in una società che ci sostiene in tutto. L'intero gruppo giovane sta crescendo a dismisura e ragazzi come Isoa stanno compiendo un lavoro eccezionale, coronando due mesi di prestazioni corali davvero ottime», riferisce TuttoJuve.com

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Sezione: Primavera 1 / Data: Mer 29 aprile 2026 alle 23:05
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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