L'attesa semifinale di andata di Champions League tra l'Arsenal e l'Atletico Madrid non ha tradito le spigolose premesse tattiche della vigilia, offrendo una contesa ruvida, bloccata e decisa esclusivamente dagli undici metri. Lontanissimo sideralmente dallo spettacolo pirotecnico e dai ritmi forsennati ammirati a Parigi tra Psg e Bayern Monaco, il palcoscenico iberico ha visto trionfare il rigido equilibrio difensivo, con le reti in fotocopia di Viktor Gyokeres e Julian Alvarez a sancire un logico pareggio che rimanda ogni discorso qualificazione al match di ritorno in terra inglese.
L'AVVIO DEI COLCHONEROS E LA REAZIONE INGLESE - I padroni di casa provano a infiammare immediatamente la platea, affidandosi al cinismo e all'estro del proprio centravanti argentino. Al tredicesimo minuto, l'ex attaccante del Manchester City si gira in un fazzoletto e scaglia un tiro velenoso, trovando però la pronta e reattiva opposizione di David Raya. Quello che sembrava il preludio a un forcing asfissiante si rivela invece un fuoco di paglia temporaneo. La formazione ospite, superata un'inevitabile fase di ambientamento, prende saldamente in mano le redini del gioco sfiorando il vantaggio prima con un tentativo murato in extremis di Martin Odegaard e poi con una pregevole iniziativa personale di Noni Madueke, conclusasi di pochissimo a lato.
IL VANTAGGIO LONDINESE E LA FIRMA DELLO SVEDESE - L'inerzia del match pende progressivamente verso i britannici, fino a culminare nell'episodio chiave che stappa temporaneamente l'incontro. Lo scatenato Gyokeres costringe David Hancko al fallo all'interno della propria area di rigore, inducendo l'arbitro a indicare il dischetto dopo un rapido ma scrupoloso check della tecnologia. Dagli undici metri lo stesso bomber scandinavo si dimostra un'implacabile sentenza: destro potentissimo, preciso e imparabile per l'esperto Jan Oblak. È l'acuto che manda le due squadre negli spogliatoi, con gli uomini di Mikel Arteta forti di un preziosissimo e meritato scarto minimo.
LA SCOSSA ARGENTINA E I LEGNI A NEGARE IL SORPASSO - Il rientro sul prato verde restituisce un undici spagnolo rabbioso e determinato a rimettere in carreggiata l'incrocio europeo. La ferocia agonistica porta i suoi frutti quando un evidente tocco col braccio di Ben White, su un'incursione di Marcos Llorente, regala la massima punizione ai locali. Sul pallone si presenta il glaciale Alvarez, che fulmina l'estremo difensore avversario con una bordata terrificante. L'abbrivio psicologico spinge i madrileni alla ricerca del colpo del ko: Antoine Griezmann fa tremare la traversa con un destro strozzato, mentre l'ex atalantino Ademola Lookman sbatte contro i riflessi felini dell'insuperabile portiere londinese sulla ribattuta successiva.
IL VAR CANCELLA IL BIS E L'OCCHIO ALLA DEA - Nel segmento conclusivo, l'Arsenal ritrova le energie grazie ai tempestivi cambi offensivi. Eberechi Eze si conquista con astuzia un nuovo rigore, ma questa volta l'ausilio tecnologico cancella la decisione arbitrale, strozzando in gola l'urlo di gioia degli inglesi prima che Yerson Mosquera impegni ancora una volta un attento Oblak.
La qualificazione alla finalissima resta un rebus totale, avvolto nella nebbia del tatticismo. A Londra servirà un colpo di genio assoluto o un errore fatale per spezzare un equilibrio che novanta minuti di spigolosa battaglia non sono riusciti a scalfire.
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Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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