L'architetto del vivaio nerazzurro vive il calcio con la passione travolgente di chi conosce il valore del sudore e della programmazione. Roberto Samaden, Responsabile del Settore Giovanile dell'Atalanta, ha assaporato il trionfo in Coppa Italia Primavera miscelando tensione agonistica e smisurato orgoglio paterno. Ai microfoni del club, il dirigente ha fotografato l'impresa sottolineando come la resilienza mostrata in campo sia l'esatta trasposizione delle richieste della famiglia Percassi. Tra curiosi aneddoti su come ha (non) vissuto i minuti cruciali e sentiti ringraziamenti allo staff tecnico e alla tifoseria, Samaden ha delineato i contorni di una mentalità vincente che pervade i ragazzi di Zingonia fin dai primi calci al pallone. Ecco quanto evidenziato da TuttoAtalanta.com:
Direttore, una partita vinta all'ultimo respiro e pregna di infinite emozioni. È stata un'affermazione che rispecchia in pieno lo spirito di questa società.
«È stata, senza ombra di dubbio, una partita vinta "da Atalanta". Credo che questo sia il nostro vero marchio di fabbrica, esattamente ciò che Antonio e Luca Percassi ci richiedono quotidianamente e ciò che i nostri tifosi pretendono: non mollare mai e crederci sempre, contro ogni avversità. Se siamo riusciti ad acciuffare il gol del pareggio lo dobbiamo all'incredibile spirito di questi ragazzi, alle parate straordinarie del nostro portiere, al guizzo di Isoa, al lavoro minuzioso di mister Bosi, di Marco Zanchi e di tutto lo staff. Ma consentitemi di dire che lo dobbiamo in particolar modo ai nostri tifosi. Sono stati straordinari, non hanno mai smesso di incitare la squadra, infondendo coraggio ai giocatori e facendoci credere in un'impresa che, nel momento in cui è stato alzato il tabellone del recupero, sembrava onestamente irrealizzabile. Sottolineo con orgoglio che questa è una vittoria profondamente atalantina».
Da responsabile del settore, ci credeva davvero in quegli ultimi, concitati secondi di gara?
«Vi rivelo un retroscena: nei minuti di recupero il sottoscritto si era letteralmente rintanato all'interno degli spogliatoi. Passeggiavo nervosamente, non riuscivo a stare fermo, quindi non ho alcun problema ad ammettere la mia tensione in quei frangenti».
E durante la successiva, decisiva lotteria dei calci di rigore? Ha trovato il coraggio di guardarli?
«I rigori non li ho visti affatto. Raggiunta una certa età è anche giusto e doveroso che protegga il mio cuore dalle emozioni troppo forti! Al di là delle battute, ci tengo a fare una considerazione importante: questa squadra, così come tutti i gruppi del nostro settore giovanile, non ha limiti caratteriali. Probabilmente possiedono dei limiti tecnici su cui è imperativo continuare a lavorare e a migliorare, ma per quanto riguarda il cuore, il coraggio e la tenuta mentale, hanno dimostrato di essere inesauribili. Questa è una caratteristica fondamentale che a Zingonia viene inculcata dai primi calci a otto anni e non svanisce mai, come ha recentemente dimostrato anche la nostra Under 23, capace di strappare la qualificazione ai playoff all'ultima partita utile. Tutto questo è motivo di un'immensa soddisfazione, perché certifica che intorno a questi ragazzi operano tantissime persone capaci di trasmettere esattamente il DNA e i valori che la proprietà esige».
Un trionfo vissuto con l'apprensione di un genitore e la lucidità di un manager di altissimo livello. Roberto Samaden si gode il successo della sua Primavera, consapevole che la vera vittoria non risieda unicamente nella bacheca arricchita, ma nella forgia di uomini e atleti pronti a onorare il peso della maglia nerazzurra.
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Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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