L'orizzonte continentale si tinge di tinte foschissime per il movimento calcistico del Belpaese. Mentre l'Atalanta guidata magistralmente dal tecnico Raffaele Palladino cerca in tutti i modi di onorare fino in fondo la propria annata sul magico prato della New Balance Arena, il quadro generale del ranking UEFA certifica il totale fallimento delle formazioni italiane in campo internazionale. Una debacle clamorosa che azzera in via definitiva le residue speranze di poter schierare una quinta squadra nella prossima e ricchissima edizione della Champions League.
IL MECCANISMO DEL RANKING E LA DISFATTA TRICOLORE - Le regole del pallone europeo sono spietate e non ammettono sconti. Il coefficiente di ogni singola federazione prende forma sommando minuziosamente i risultati raccolti nell'arco dell'intera annata dalle rispettive partecipanti: ogni affermazione garantisce due punti, il pareggio ne porta uno, a cui si aggiungono i pesantissimi bonus legati ai passaggi del turno nella fase a eliminazione diretta. L'intero bottino viene poi diviso per il numero originario delle squadre iscritte, che nel caso italiano ammontava a ben sette unità. Un quoziente che oggi piange lacrime amare, fotografando l'Italia al quinto posto continentale con diciannove punti netti e, drammaticamente, zero formazioni ancora in corsa per provare a invertire la rotta.
I VERDETTI ANTICIPATI E LA FUGA INGLESE - A sorridere a trentadue denti, come spesso accade nel calcio moderno, sono le inarrivabili superpotenze straniere. L'Inghilterra, forte di quattro corazzate rimaste in lizza su un totale di nove partecipanti ai nastri di partenza, ha già messo in cassaforte la certezza aritmetica del primo posto aggiuntivo per il prossimo anno. Un traguardo che bissa lo scenario della passata stagione, quando i britannici (trascinati dall'acuto del Tottenham in Europa League) festeggiarono a braccetto con la Spagna, spinta a sua volta dal Real Betis vittorioso in finale di Conference League contro la Fiorentina. Proprio gli iberici, attualmente secondi, si preparano a blindare l'ultimo lasciapassare difendendosi dalle sortite della Germania.
IL RIDIMENSIONAMENTO E L'AMARO PRECEDENTE - La cruda matematica condanna dunque la Serie A a ridimensionare prepotentemente le proprie velleità. Esattamente come accaduto nella competizione in corso, in cui il tabellone principale ha visto partecipare solamente Inter, Napoli, Juventus e la stessa Atalanta, anche per il prossimo futuro l'Italia dovrà stringere i denti e accontentarsi di quattro soli seggi nel salotto buono del calcio. L'eccezionale exploit del Bologna vissuto nella stagione 2023/2024 resta per il momento un dolce, ma irripetibile, ricordo.
LA CLASSIFICA CHE CONDANNA IL BELPAESE - Per comprendere fino in fondo la gravità del distacco, è sufficiente scorrere l'attuale graduatoria generale che decreta le gerarchie europee. A dominare incontrastata è l'Inghilterra con 26.608 punti, seguita dalla Spagna a quota 21.530. Il terzo gradino del podio spetta alla Germania (21.214), che precede a sua volta il Portogallo (20.100). L'Italia osserva malinconicamente al quinto posto a 19.000 punti netti. A debita distanza inseguono la Francia (17.821), la Polonia (15.750), la Grecia (14.200), la Danimarca (12.250) e Cipro (12.156). Un baratro sportivo che richiede inevitabili e profonde riflessioni ai vertici istituzionali del nostro calcio.
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Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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