Una presenza irrinunciabile per certificare l'attaccamento viscerale della proprietà alle proprie radici. Luca Percassi, Amministratore Delegato dell'Atalanta, ha vissuto a bordo campo l'incredibile altalena emotiva della finale di Coppa Italia Primavera. La sua soddisfazione, al fischio finale, va ben oltre il pur prestigioso trofeo sollevato al cielo. Nelle sue parole emerge con forza la filosofia fondante del club nerazzurro: la cura maniacale del vivaio, visto non solo come serbatoio tecnico, ma come garanzia assoluta per il futuro sportivo e identitario della società. Dalla fatica del primo tempo fino all'apoteosi dei rigori, l'Ad analizza una vittoria che incarna perfettamente il DNA atalantino. Ecco quanto evidenziato da TuttoAtalanta.com:

Direttore, una finale vissuta letteralmente al cardiopalma. Che sapore ha questa vittoria e quanto orgoglio c'è nel veder trionfare questi ragazzi?
«È stata una serata bellissima, densa di emozioni forti. Abbiamo attraversato un primo tempo indubbiamente difficile e contratto, ma col passare dei minuti i ragazzi sono stati bravissimi a sciogliersi e a tirare fuori il loro reale potenziale. Questo successo rappresenta un orgoglio immenso per tutti noi. Questa è l'Atalanta, questa è la vera essenza del nostro club. Vedere questi giovani lottare in questo modo significa guardare direttamente negli occhi il futuro della nostra società. Siamo estremamente contenti e appagati».

Il settore giovanile è da sempre il cuore pulsante dell'Atalanta. Si lavora per formare talenti, ma alzare un trofeo ripaga degli innumerevoli sacrifici fatti da tutto l'ambiente.
«Certamente. La nostra filosofia è chiara: non lavoriamo con l'ossessione o il fine ultimo di vincere trofei a livello giovanile. Tuttavia, quando capitano serate come questa, è innegabile che la gratificazione per l'intero ambiente sia enorme. La cosa che mi preme sottolineare è la bellezza di questo percorso: ci sono ragazzi in questo gruppo che indossano i nostri colori da tantissimi anni. La mia convinzione più profonda è che presto vedremo molti di loro protagonisti con la nostra Under 23 e, negli anni a venire, in Prima Squadra. Questo è l'aspetto cruciale: ricordarsi sempre chi siamo e da dove veniamo, valorizzando il nostro vivaio per alimentare costantemente i massimi livelli del nostro calcio».

La famiglia Percassi non ha mai smesso di credere e di investire pesantemente nelle infrastrutture e nelle risorse umane del settore giovanile. La squadra, oggi, ha ripagato questa fiducia dimostrando in campo quel DNA battagliero che vi contraddistingue.
«Assolutamente sì. L'Atalanta è, e deve continuare a essere, il suo settore giovanile. La nostra famiglia ha semplicemente dato continuità e ulteriore forza a una tradizione storica di questo club, perché siamo fermamente convinti che il vivaio rappresenti l'unica vera chiave per il nostro futuro. Finché ci saremo noi, proseguiremo su questa via tracciata senza esitazioni. I ragazzi oggi hanno letteralmente sudato la maglia, onorando i nostri valori, e ci hanno creduto fino all'ultimo, disperato secondo di gara. Avendo un po' di esperienza in fatto di finali, sappiamo bene che ogni singolo pallone può svoltare il destino. Abbiamo sfiorato il pareggio prima, abbiamo rischiato di capitolare sul 2-0, ma alla fine il verdetto del campo ci ha premiato con un risultato strameritato. Bravi a tutti».

Visione, programmazione e un legame indissolubile con il territorio e i suoi giovani. Le parole di Luca Percassi blindano il modello Atalanta, celebrando una Coppa Italia che non è un traguardo estemporaneo, ma la logica conseguenza di un progetto aziendale e sportivo che non ha eguali in Italia.

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Sezione: Interviste / Data: Gio 30 aprile 2026 alle 17:30
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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