Il contraccolpo psicologico ha presentato un conto salatissimo. L'Atalanta cade all'Unipol Domus di Cagliari (3-2), vittima delle proprie amnesie e di un serbatoio mentale palesemente in riserva dopo l'amara delusione in Coppa Italia. Raffaele Palladino, visibilmente provato ma intellettualmente onesto, si presenta ai microfoni di DAZN per dissezionare una sconfitta che rischia di archiviare definitivamente i sogni continentali della Dea. Nessun alibi dietro cui trincerarsi, solo una lucida e spietata radiografia di un match compromesso da due approcci da incubo. Dalle scuse pubbliche ai tifosi giunti in Sardegna, fino alla fiera rivendicazione di un percorso che ha comunque risollevato una squadra dalle sabbie mobili, il tecnico traccia la rotta per un finale di stagione dove l'orgoglio dovrà necessariamente sopperire alla mancanza di energie.
Ecco quanto evidenziato da TuttoAtalanta.com:
Mister Palladino, partiamo dall'aspetto tattico. Nonostante l'amaro epilogo, la scelta di schierare la doppia punta dal primo minuto ha prodotto dividendi importanti, culminati nella doppietta di Scamacca. È un esperimento che la soddisfa e che riproporrà?
«Preferisco sinceramente analizzare la partita nella sua interezza, perché in serate come questa focalizzarsi sui singoli giocatori risulta riduttivo e fuorviante. Quella della doppia punta è una soluzione tattica che abbiamo adottato per questa specifica gara e che ci può assolutamente stare. Oggi c'era l'esigenza vitale di vincere i duelli individuali nel reparto avanzato. Gli attaccanti si sono mossi bene, sia Gianluca che Krstovic hanno disputato una buona prova, e lo stesso schieramento lo avevamo già proposto con profitto in altre circostanze. Tuttavia, pur avendo trovato la via della rete due volte, dovevamo essere decisamente più bravi, più cinici e più precisi nella conclusione finale per capitalizzare al meglio quanto costruito».
A condannarvi sono stati, in maniera inequivocabile, gli approcci alle due frazioni di gioco: sotto di due reti nei primissimi minuti e trafitti nuovamente a inizio ripresa. Cosa si è inceppato nei meccanismi mentali della squadra?
«La cruda verità è che abbiamo incassato le reti praticamente all'uscita dagli spogliatoi, e iniziare un tempo in questo modo ti taglia letteralmente le gambe. Purtroppo, è evidente che non siamo riusciti a recuperare le energie mentali necessarie dopo la dura sconfitta subita in Coppa Italia contro la Lazio. Andare in svantaggio dopo appena trenta secondi dall'inizio della ripresa è sintomatico di un calo di tensione. Mi dispiace profondamente, perché speravo con tutto me stesso che questi uomini, che in passato sono caduti e si sono rialzati innumerevoli volte, riuscissero a svoltare anche oggi. Non ci siamo riusciti e provo un enorme rammarico, soprattutto per i nostri encomiabili tifosi che ci hanno seguito fin qui. A loro vanno le nostre più sincere scuse per la prestazione. Volevamo a tutti i costi tenere viva la fiammella della speranza per l'Europa, ma purtroppo abbiamo fallito l'appuntamento».
C'è maggiore rammarico per la prima, disordinata mezz'ora, o per aver incassato la rete del 3-2 nel vostro momento migliore, proprio quando avevate schiacciato il Cagliari e sembrava possiate vincerla?
«Siamo stati innegabilmente "sporchi" e disordinati nei primi trenta minuti, finendo meritatamente sotto di due gol perché loro hanno capitalizzato al massimo le uniche occasioni concesse. Successivamente, però, ho visto un'ottima reazione d'orgoglio. Siamo stati capaci di pareggiarla in un contesto ambientale e agonistico difficilissimo, contro un Cagliari che ha messo in campo un'intensità feroce e continue perdite di tempo che ci spezzavano il ritmo. Proprio per questo, il dispiacere più grande deriva dall'aver preso quel terzo gol. È stata una rete davvero sciocca, facilmente leggibile, su cui dovevamo essere infinitamente più bravi in marcatura e in lettura preventiva. Quell'episodio ci ha condannato, perché poi si sono chiusi a riccio dietro la linea della palla e scardinarli è diventato un'impresa, nonostante le occasioni create. Caprile, il loro portiere, è stato senza dubbio il migliore in campo. C'è tanta amarezza per quell'ingenuità sul 3-2».
Il treno per l'Europa in campionato sembra ormai irraggiungibile. Eppure, il suo lavoro ha garantito una risalita clamorosa dal tredicesimo posto, dimostrando che il gruppo la segue ciecamente. Con quale spirito si affronta il finale di stagione e quali sono le sue intenzioni per il futuro, a prescindere dal posizionamento finale?
«Come ho ricordato nei giorni scorsi, dal momento del mio arrivo abbiamo compiuto una scalata straordinaria. Eravamo sprofondati in tredicesima posizione e siamo arrivati a giocarci l'ingresso in Europa. La risalita c'è stata ed è innegabile. Tuttavia, in questi cinque mesi abbiamo speso una quantità inimmaginabile di energie fisiche e mentali. Quando sei costretto a rincorrere perennemente, non puoi mai permetterti il lusso di sbagliare; ogni passo falso ti sembra una mazzata insopportabile e senti il mondo crollarti addosso. Questi ragazzi hanno incassato colpi durissimi in questi due anni e, giustamente, ora siamo arrivati "corti" dal punto di vista nervoso. La partita con la Lazio è stata una botta tremenda. Speravo di azzerare tutto in quattro giorni, ho toccato ogni tasto motivazionale, ma non era semplice. La distanza dall'Europa ora è ampia, ma noi lotteremo fino all'ultimo secondo dell'ultima giornata, già a partire dal Genoa. Per quanto riguarda il mio futuro, ribadisco che all'Atalanta sto benissimo. Non sono legato ai contratti a lungo termine o all'aspetto economico: sono semplicemente un allenatore molto ambizioso che vuole dare il massimo per questa società. Poi tireremo le somme».
Un allenatore che non si nasconde dietro a futili giustificazioni. Raffaele Palladino certifica l'esaurimento nervoso di un gruppo spremuto da una rincorsa senza respiro. Il capolinea europeo sembra ormai vicino, ma la dignità professionale di questa rosa impone di onorare il campionato fino all'ultimo fischio, difendendo l'orgoglio di una maglia e l'onore di una piazza.
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Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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