Il Feyenoord si aggiudica la prima edizione della De Kuip Cup battendo 2-1 l'Atalanta al termine di centoventi minuti logoranti. A decidere è il colpo di testa di Van Persie all'81', arrivato quando la sfida sembrava incamminata verso il pari costruito da Krstović nel recupero della prima frazione. Ai nerazzurri restano una mezz'ora supplementare giocata all'attacco e la sensazione, netta, di aver pagato soprattutto il gap di condizione con un avversario più avanti nella preparazione.

IL PALO E POI IL DISCHETTO - Davanti a 47.500 spettatori, l'avvio è di marca nerazzurra: al 2' Krstović si libera di Watanabe e centra in pieno il palo con il destro dal limite, con il mancino di Éderson alto sulla ribattuta. Il copione si ribalta in fretta. Al 10' Hensgens indica il dischetto per un tocco di mano di Scalvini in area e un minuto più tardi Ueda non concede scampo con un destro potente e incrociato. Da lì in poi comanda il Feyenoord: possesso lungo, pressione alta e Atalanta costretta a ripartenze faticose.

I LEGNI CHE TENGONO IN PIEDI LA DEA - Il punteggio resta stretto solo grazie a qualche centimetro. Al 28' Valente calcia di prima e centra la traversa con Carnesecchi battuto; al 29' lo stesso Valente serve Ueda in profondità, ma il controllo sbagliato permette al portiere di anticiparlo; al 45'+3' il destro di prima di Vanhoutte scheggia il palo esterno. Tre legni in una frazione: il 2-0 sarebbe stato il verdetto più giusto.

LA ZAMPATA NEL RECUPERO - Nei nove minuti concessi al termine del primo tempo la Dea trova invece quello che il gioco non le aveva dato. Il finale è anche nervoso — giallo a Kraaijeveld per un fallo su Krstović, scintille in mezzo al campo e cartellino anche per il montenegrino — ma al 45'+7' arriva l'1-1: corner battuto corto, scambio tra Samardžić e Raspadori, cross sul secondo palo, Scalvini rimette in mezzo di mancino e Krstović, da due passi, deve solo appoggiare in rete. Un gol da centravanti di mestiere, senza estetica ma con il tempismo giusto.

UNA RIPRESA SPEZZATA - La seconda frazione scivola via su ritmi bassissimi, frammentata da una girandola di sostituzioni che azzera ogni continuità di manovra. Al 59' Sarri cambia in blocco cinque uomini; al 60' Sportiello si fa subito trovare pronto anticipando Ueda in uscita bassa; al 65' Scamacca prova l'incornata sul cross di Bernasconi, ma Ernst blocca. Poi, al 72' e al 74', altre sette sostituzioni complessive: la gara diventa una successione di frammenti.

L'EPISODIO CHE DECIDE - Ed è proprio in quel contesto slabbrato che arriva la stoccata. All'81' cross dalla destra di Lotomba, sponda di Zinhagel e incornata vincente di Van Persie, che approfitta di un'uscita a vuoto di Sportiello. La panchina nerazzurra protesta per un contatto su Bellanova nello sviluppo dell'azione, l'arbitro convalida e ammonisce Kolašinac. Un gol che nasce da un errore di lettura, non da una superiorità di gioco.

I SUPPLEMENTARI DEL RIMPIANTO - La mezz'ora aggiuntiva, prevista dal regolamento del trofeo appena istituito, consegna la fase più propositiva dell'Atalanta. Al 105' Maldini si libera in area e calcia di punta, fuori di poco; al 110' Scamacca impegna severamente Bossin; al 114' è ancora Maldini a sfiorare il palo con il destro dal limite. In mezzo, al 116', Vismara tiene in piedi il punteggio negando il tris a van den Elshout con una deviazione reattiva. Il 2-2 che avrebbe portato la sfida ai rigori non arriva mai.

Resta una sconfitta che a inizio agosto vale soprattutto come diagnosi: benzina ancora da accumulare, uscita palla da registrare sotto pressione e qualche lettura difensiva da correggere. In compenso, la squadra ha continuato a cercare la partita fino al 120', e nella settimana che porta a Sarri il secondo impegno internazionale, questo è il segnale che pesa di più.

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Sezione: Copertina / Data: Dom 02 agosto 2026 alle 17:58
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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