Il rilancio del calcio italiano comincia dai campi dei più piccoli. È la tesi di Cesare Prandelli, intervenuto all'evento «La calda estate del calcio italiano» ospitato a La Tana del Pirata, dove l'ex commissario tecnico azzurro ha messo la formazione tecnica al centro di qualunque discorso sul futuro del movimento.

SERVE UN PROGETTO CONDIVISO - Il primo passaggio è di metodo. Secondo l'ex allenatore la strada passa da un tavolo comune tra federazione, Lega e istituzioni: Prandelli auspica che nel giro di qualche settimana prenda forma un confronto con il ministro Andrea Abodi capace di produrre scelte concrete, non annunci. E premette che il momento richiede soprattutto fiducia: la scelta di fondo è se mettere davvero il bambino e la tecnica al centro del progetto.

NIENTE SCHEMI PRIMA DEI 14 ANNI - Il cuore del ragionamento riguarda però il percorso formativo. «Per me fino a 14 anni non si deve fare tattica», la posizione dell'ex ct, convinto che ai ragazzini vada lasciata la fantasia e la libertà di sorprendere con il gesto tecnico. È lì, sostiene, che si costruisce il patrimonio di un movimento: un tema su cui insiste ormai da tempo.

IL MODELLO PALLAVOLO - A sostegno della tesi arriva un paragone con un altro sport. La pallavolo attraversava una fase critica non diversa da quella odierna del pallone, spiega Prandelli, e ne è uscita con una decisione netta: raccogliere l'intero gruppo dell'Under 20 e costruirci sopra una seconda squadra. Un'operazione che, nella sua lettura, il calcio dovrebbe replicare.

Prima la tecnica, poi la tattica. E soprattutto, un sistema che accompagni i ragazzi invece di bruciarli.

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Sezione: Italia / Data: Dom 02 agosto 2026 alle 23:45 / Fonte: Tuttomercatoweb
Autore: Daniele Luongo
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