Lontano dalla frenesia delle panchine, diviso tra l'affetto per i nipoti e la meticolosa cura dei suoi ulivi, Cesare Prandelli non ha mai smesso di osservare con occhio critico e innamorato le dinamiche del nostro calcio. L'ex commissario tecnico azzurro, che a Bergamo ha vissuto tappe fondamentali sia da calciatore che da formatore nel settore giovanile, ha tracciato un bilancio lucido e privo di filtri sull'attuale momento dell'Atalanta. Il suo pensiero abbraccia un'analisi profonda che spazia dalle difficoltà tattiche della stagione in corso fino alle prospettive future, senza dimenticare un toccante e doloroso ricordo personale.
IL DOLORE PER L'AMICO E LA NUOVA VITA - Prima di addentrarsi nelle questioni legate al campo, l'uomo di Orzinuovi ha voluto dedicare un pensiero profondamente commosso alla recente scomparsa di Evaristo Beccalossi. «Soffro per un amico, un grandissimo con cui sono cresciuto – ha confessato con sincera emozione ai microfoni al Corriere di Bergamo –. Ci siamo sfidati sul campo, ma siamo stati veri amici. Era un fantasista vero, delizioso come giocatore e come persona». Una perdita incolmabile che segna la quotidianità del tecnico, oggi sereno nella sua veste di nonno agricoltore, ma sempre attento osservatore delle vicende del pallone tricolore.
L'ANALISI DELL'ANNATA E IL PESO DEGLI INFORTUNI - Sulla volata per difendere il settimo posto, il giudizio sull'operato di Raffaele Palladino è netto e totalmente assolutorio. L'allenatore campano ha ereditato una situazione complessa dopo il difficile interregno di Ivan Juric, riportando subito ordine e fiducia in spogliatoio. Prandelli rifiuta categoricamente l'etichetta di fallimento per la mancata qualificazione in Champions, parlando di un campionato «molto dignitoso». A fare la differenza in negativo sono state le pesanti defezioni fisiche: «Tutti si dimenticano degli infortuni di Gianluca Scamacca, Charles De Ketelaere e dei difensori. Juric non ha mai potuto schierare la squadra che aveva in testa, ma quando Palladino è subentrato, ha subito capito come rimettere le cose a posto».
IL REBUS ATTACCO E L'OMBRA DEL GASP - Il confronto con l'era targata Gian Piero Gasperini è un passaggio inevitabile. Rispetto al recente passato dorato, è mancato quel volume di gioco straripante con tanti uomini a riempire l'area di rigore. – come analizza il Corriere di Bergamo – l'ex centrocampista nerazzurro evidenzia l'impatto devastante che hanno avuto le assenze nel reparto avanzato. Senza i guizzi del partente Ademola Lookman e il peso specifico di Mateo Retegui, la squadra ha pagato a caro prezzo l'usura fisica e mentale. «Per competere su tre fronti servono quattro o cinque attaccanti di altissimo valore», ha sentenziato. E sul doloroso addio dell'ex allenatore passato alla Roma, non ha dubbi: le lacrime versate in conferenza stampa hanno testimoniato il legame umano e indissolubile con il presidente Antonio Percassi.
LA ROTTA EUROPEA E IL MODELLO ZINGONIA - Guardando all'anno che verrà, la potenziale qualificazione in Conference League viene vista con pragmatismo: inizialmente può rappresentare un fastidioso disturbo nella rincorsa al quarto posto, ma arrivati alle fasi calde si trasforma in un dovere. La certezza assoluta, per il futuro, deve essere la riconferma dell'attuale guida tecnica: «A Bergamo si deve lavorare e meritare tutto, è giusto andare avanti con lui». Infine, una vera e propria carezza al mondo giovanile orobico, indicato come l'unica vera cura per i mali della Nazionale. L'ex ct invoca libertà assoluta e zero schemi per i bambini, elogiando l'amministratore delegato Luca Percassi e l'intera famiglia per aver saputo tramandare il valore del sacrificio. Solo chi non ha calcato il prato della New Balance Arena o i campi del settore giovanile può ancora stupirsi dell'infinito potenziale di questa piazza.
La saggezza di un maestro di calcio si fonde così con l'identità di un popolo che non smette mai di lottare: l'Atalanta possiede basi granitiche e un dna incancellabile per ripartire più forte di prima, al riparo da catastrofismi ingiustificati.
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Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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