C'è un'immagine che racconta meglio di ogni statistica il momento di Lionel Messi. Appena terminata la vittoria sull'Austria, a bordo campo lo attende Jürgen Klopp, lì per conto di una tv tedesca: l'abbraccio tra i due è caloroso e rispettoso, da pari a pari. Pochi metri più in là, un cronista di Tyc Sport, Joaquin Bruno, finisce sulla traiettoria dell'esultanza del capitano argentino dopo il secondo gol: Messi urla, lui pure, e i due si scambiano quasi un «dieci» destinato a restare.

LA PASSERELLA DI LEO - Anche il transito nell'affollata zona interviste, nei sotterranei dello stadio dei Dallas Cowboys, diventa una parata generosa e serena, scandita da soste e risate con i colleghi che lo seguono da anni. Del resto è lui l'uomo del momento: tutti e cinque i gol dell'Argentina portano la sua firma, e con questi numeri ha scavalcato Miroslav Klose, diventando il miglior marcatore di sempre ai Mondiali a quota 18.

IL SOLLIEVO PER IL PADRE - A rendere disteso il suo sorriso contribuisce anche una notizia di famiglia: secondo alcuni media argentini, Jorge, suo padre, sarebbe stato dimesso dall'ospedale di Rosario e avrebbe fatto rientro a casa – come riporta La Gazzetta dello Sport. La famiglia non ha confermato né smentito, ma già nelle ore precedenti la Pulce, parlando della gara, aveva dedicato un pensiero ai suoi cari, augurando salute. Tutto il resto, lo riassume in una parola: «Sono felice».

IL SEGRETO DELLA LONGEVITÀ - Oggi compie 39 anni, eppure l'anagrafe sembra non scalfirlo. «Non sto in campo pensando alla mia età, ma al piacere di giocare a calcio», spiega, ammettendo la stanchezza ma anche un entusiasmo intatto. È lucido sul futuro quanto sereno: «Probabilmente il mio corpo cederà prima o poi, ma nel frattempo mi diverto ancora». A tenerlo in piedi, dice, anche una fortuna preziosa: l'assenza di infortuni gravi e di interventi chirurgici lungo tutta la carriera, un dettaglio che a suo dire «la dice lunga».

I DESIDERI DI COMPLEANNO - Alla domanda sul regalo ideale, Messi sceglie la gratitudine: non chiede altro alla vita se non «la salute per me e la mia famiglia» e la possibilità di continuare a godersi questo gruppo. E un secondo titolo iridato? La risposta è quasi un sorriso: «Sarebbe chiedere troppo a Dio. Quello che mi ha già dato è più che sufficiente». Ma la fame resta: «Abbiamo sempre l'idea di vincere il titolo».

LA LETTURA DEL TORNEO - Sul Mondiale, il fuoriclasse offre un'analisi da veterano: una competizione equilibratissima, dove «tutti possono battere tutti», fatta di squadre fisiche e di altissima intensità. Un giudizio che trova conferma nelle sorprese del torneo, come l'impresa di Capo Verde contro la Spagna. L'Argentina, intanto, procede passo dopo passo: «Il primo l'abbiamo compiuto, vincere il girone e qualificarci da primi».

IL RIGORE E I BAMBINI - Non manca un passaggio sull'errore dal dischetto: «Mi sono passate tante cose per la testa, ero arrabbiato», racconta, prima di rivendicare la reazione collettiva che ha ribaltato e portato a casa il match. E si commuove pensando alle scuole argentine: in molte, i bambini hanno seguito la partita dagli schermi delle aule. «Siamo felici di aver potuto regalare un momento speciale a tanta gente», sorride, in un torneo che intanto vede protagonista anche l'atalantino Sead Kolašinac.

Stanco ma raggiante, Messi spegne le sue 39 candeline da padrone assoluto del torneo. E con un obiettivo che non cambia: continuare a vincere, finché il corpo glielo concederà.

© Riproduzione Riservata

© foto di www.imagephotoagency.it
Sezione: Mondiali 2026 / Data: Mer 24 giugno 2026 alle 12:45
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
vedi letture