Ci sono carriere che si lasciano leggere come un romanzo a episodi, e quella di Mario Pašalić all'Atalanta è fra le più sorprendenti: tre vite distinte, tenute insieme dal filo del lavoro e della fedeltà, con una nuova pronta a cominciare.

LA PRIMA VITA - Tutto parte nel 2018. All'epoca, ha ammesso lui stesso, sembrava destinato a essere l'ennesimo prestito di passaggio, una presenza provvisoria pronta a dissolversi. La realtà ha imboccato un'altra strada. Smaltite le difficoltà dei primi tempi e affrontato un percorso di crescita graduale, quella dedizione al lavoro che lo ha sempre contraddistinto gli ha restituito i primi, importanti traguardi.

L'UOMO DEL DESTINO - La seconda vita porta con sé un'etichetta: l'uomo che si presenta puntuale all'appuntamento nelle notti che pesano. È suo il gol nella sfida contro il Sassuolo che spalancò all'Atalanta la prima, storica qualificazione in Champions; e poi le serate europee con Shakhtar, Manchester City e PSG, le firme contro United e Barcellona, le imprese al cospetto di Borussia e Liverpool. In mezzo, una collana di reti in campionato che lo ha issato fino al terzo posto tra i marcatori di sempre del club, con la conquista dell'Europa League a fare da vertice assoluto.

DA CAMPIONE A BANDIERA - La terza vita è quella in cui il campione si fa simbolo. Nell'ultima stagione Pašalić ha raccolto tutto l'affetto e la riconoscenza possibili verso i colori nerazzurri, confermandosi un leader autentico. E a questo capitolo se ne aggiunge ora un altro, ancora da scrivere: quello del ciclo che si apre con Maurizio Sarri, il cui 4-3-3 promette di esaltarne ulteriormente il contributo.

IL RUOLO NEL 4-3-3 - Sulla collocazione, a prescindere dal minutaggio, i dubbi sono pochi: Pašalić agirà da mezzala, con compiti di costruzione e soprattutto di inserimento, il suo vero marchio di fabbrica. Da lui transiteranno molti palloni in fase d'impostazione – come evidenzia TMW – grazie alla capacità di tagliare per aprire spazi e dare ritmo alla manovra. Determinante sarà l'intesa nel triangolo con terzino e ala: dovrà garantire copertura quando l'esterno si proietta in avanti e spezzare la costruzione avversaria. Senza dimenticare il fattore gol, perché gli inserimenti dalle retrovie restano la sua specialità, persino nei panni di falso nove. Un'interpretazione che si sposa alla perfezione con il nuovo 4-3-3 voluto dal tecnico toscano.

Il paragone, in fondo, viene quasi naturale: per tipologia di ruolo Pašalić può diventare una sorta di Hamšík nerazzurro, proprio quel Marek Hamšík che con Sarri visse la sua più grande consacrazione. E agli ordini dello stesso allenatore il croato potrebbe inaugurare un'altra vita calcistica, pronto a firmare l'ennesima pagina di storia atalantina.

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Sezione: Primo Piano / Data: Mer 24 giugno 2026 alle 09:19
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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