Il rush finale di stagione bussa pesantemente alle porte della New Balance Arena e l'Atalanta si scopre improvvisamente in debito d'ossigeno. Sotto l'attenta guida tattica di Raffaele Palladino, la squadra sta visibilmente pagando il conto salatissimo di un'annata vissuta sempre sul filo del rasoio, in cui l'enorme dispendio di energie psicofisiche ha lasciato scorie profonde nei muscoli dei protagonisti.

I SENATORI INAFFONDABILI - Nonostante la filosofia pubblica dell'allenatore rifiuti l'etichetta di titolari inamovibili a favore di una continua rotazione, i freddi dati statistici raccontano una verità diametralmente opposta. Ben undici elementi dell'organico nerazzurro hanno già ampiamente sfondato il muro dei duemila minuti sul rettangolo verde. La curiosità assoluta, però, risiede nella spina dorsale di questo blocco: a varcare la mostruosa soglia dei tremila minuti sono stati proprio i tre giocatori anagraficamente più maturi del roster. Parliamo dell'infaticabile Marten de Roon, leader a quota 3.608 giri di orologio a 35 anni suonati, tallonato a vista dal trentaquattrenne Davide Zappacosta (3.334) e dal trentatreenne Berat Djimsiti (3.328). Una vecchia guardia che non si arrende mai, ma su cui le innumerevoli battaglie stagionali iniziano inevitabilmente a pesare.

IL MURO ARRETRATO E IL CROLLO EUROPEO - – come analizza Il Corriere di Bergamo – l'usura fisiologica dei titolarissimi ha coinciso con un vistoso e allarmante calo dei risultati collettivi. Prendendo in esame le ultime dodici uscite ufficiali, iniziate dopo la storica e dispendiosissima rimonta in Champions League ai danni del Borussia Dortmund, il bilancio è a dir poco deficitario: appena due vittorie all'attivo, quattro segni "X" e la miseria di sei sconfitte. A vigilare sulle sorti della porta è ovviamente l'onnipresente Marco Carnesecchi, primatista siderale con 4.260 minuti. La cerniera difensiva poggia sui rientri costanti di Giorgio Scalvini (1.926) e Sead Kolasinac (1.715). Qualche raro turno di riposo è stato garantito dagli inserimenti di Odilon Kossounou, ma i pilastri di fatica restano l'insostituibile Djimsiti e il roccioso Isak Hien (2.642).

LA DIGA IN MEZZO E L'USURA SULLE CORSIE - Nella zona nevralgica, il centrocampo si trasforma in un vero e proprio reparto di resistenza. Attorno all'equilibratore de Roon ruotano l'esplosività di Ederson (2.899) e la lucida duttilità tattica di Mario Pasalic (2.613), un jolly vitale per tappare ogni falla nello scacchiere. Sulle fasce, il destino è stato crudele con Lorenzo Bernasconi: l'esterno si è dovuto arrendere in anticipo a un infortunio che ne ha chiuso la stagione a quota 2.668 minuti. Il testimone è ora saldamente tra le mani di Raoul Bellanova, il quale è pronto a fare irruzione nel prestigioso club dei duemila (attualmente a 1.930).

LA FANTASIA SPREMUTA E IL DUELLO IN AVANTI - Nemmeno l'attacco è stato risparmiato dal logorio. Sul versante offensivo, Charles De Ketelaere si conferma inamovibile con 2.790 minuti, stringendo i denti anche di fronte ai recenti guai fisici. La sorpresa atletica porta la firma di Nicola Zalewski: l'esterno polacco ha superato agilmente quota 2.266, quasi doppiando lo scarso minutaggio raccolto l'anno scorso. Davanti, la prepotente ascesa nel 2026 di Nikola Krstovic lo ha proiettato a 2.354 minuti, staccando un Gianluca Scamacca che, rientrato da un lungo calvario, viaggia sulle 1.950 presenze. Ai margini, fin qui, la meteora invernale Giacomo Raspadori, relegato a scampoli di gara.

Le gambe sono pesanti e la lucidità inizia a scarseggiare, ma l'Europa non fa sconti. Spetterà ai senatori d'acciaio trovare le ultime gocce di benzina per trascinare la truppa orobica oltre la linea del traguardo in questa massacrante maratona calcistica.

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Sezione: I numeri / Data: Ven 01 maggio 2026 alle 05:00
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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