C'è un filo conduttore silenzioso ma incrollabile che lega il passato glorioso alla formidabile epopea moderna: porta il nome di Berat Djimsiti. Il baluardo difensivo albanese è pronto a scolpire in modo indelebile il proprio nome nella storia ultracentenaria della Dea. Scendendo in campo anche solo per una manciata di secondi nell'ostica trasferta di domani contro il Cagliari, il difensore taglierà un traguardo mostruoso, agguantando le 331 presenze complessive e accomodandosi comodamente al quarto posto dei fedelissimi di tutti i tempi.
LA VERITÀ SUI NUMERI E IL FALSO STORICO - È doveroso spazzare via un equivoco statistico circolato con insistenza nelle scorse settimane. Molti portali, inclusi archivi blasonati, avevano erroneamente celebrato l'aggancio alla leggenda Valter Bonacina in occasione della recente trasferta leccese a quota 327 gettoni. – come analizza L'Eco di Bergamo – la discrepanza nasce da due gravi amnesie nei tabellini dell'epoca: una fugace sostituzione in Coppa Italia contro la Lazio nella stagione 1988/89, quando il centrocampista subentrò a Luigino Pasciullo, e tre preziose apparizioni nel defunto Torneo Anglo-Italiano del 1994/95. Il vero traguardo da affiancare è dunque fissato a quota 331, vetta che il centrale è destinato a scalare in terra sarda sotto lo sguardo attento di Raffaele Palladino.
LA RIVOLUZIONE DEI FEDELISSIMI E L'EGEMONIA ATTUALE - Dando uno sguardo al gotha nerazzurro, la graduatoria assoluta risulta dominata in lungo e in largo dalla generazione d'oro che stiamo vivendo. Al comando svetta il capitano Marten de Roon con 440 presenze, seguito dallo storico terzino Gianpaolo Bellini a 435. Il gradino più basso del podio appartiene all'incursore Mario Pasalic (339), tallonato proprio dal duo in procinto di condividere la quarta piazza. Un dato fa letteralmente impressione: tra i primi cinque figurano ben tre stranieri dell'attuale organico. Un autentico stravolgimento rispetto a un decennio fa, quando gente come Angelo Domenghini o Fabrizio Ferron veleggiava indisturbata in cima, mentre oggi persino Rafael Toloi si è issato prepotentemente fino all'ottavo posto.
L'INFLAZIONE DELLE COPPE E IL PESO DEL PRESENTE - Estendendo l'analisi alle prime venticinque posizioni, l'impatto dell'ultimo clamoroso decennio assume contorni fantascientifici. Ben nove protagonisti dell'epoca contemporanea campeggiano nella lista: da Remo Freuler (quattordicesimo con 260) ad Alejandro Gomez (252), passando per Hans Hateboer, Davide Zappacosta e Josè Palomino. Proprio l'esterno azzurro, attualmente a quota 228, ha nel mirino l'ingresso in top ten già dalla prossima annata sportiva. Dietro di lui spingono fortissimo anche totem come Duvan Zapata, Andrea Masiello, Luis Muriel e il mediano brasiliano Ederson. Il segreto di questa bulimia di presenze è duplice: da un lato l'incredibile continuità di un gruppo rimasto compatto nel tempo, dall'altro l'enorme volume di gare garantito dalle cavalcate continentali. Questo ha permesso al leader de Roon di sommare in dieci anni un numero di battaglie che una bandiera di ieri impiegava quasi vent'anni a collezionare.
A Cagliari andrà in scena l'ennesimo e meritatissimo riconoscimento a un guerriero silenzioso, diventato col sudore una pietra miliare assoluta del sacro prato della New Balance Arena.
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Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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