L'ultimo atto burocratico che separa Ederson dal Manchester United è ormai una formalità: le visite mediche, da programmare nelle prossime settimane in attesa dell'apertura ufficiale del mercato inglese fissata al 15 giugno. La trattativa è chiusa, l'accordo tra i club è totale. A tracciare il bilancio definitivo di questa operazione è Enrico Mazza, giornalista de L'Eco di Bergamo, nella sua rubrica Corner: un'analisi che va ben oltre le cifre e restituisce la misura reale di cosa ha rappresentato il centrocampista brasiliano per la Dea.

LE CIFRE DELL'OPERAZIONE - La valutazione complessiva si attesta intorno ai 45 milioni di euro, bonus inclusi, con la quota variabile che secondo quanto filtra si aggirerebbe sui 5 milioni. I contorni precisi dell'accordo li svelerà soltanto il bilancio, come Mazza precisa con rigore. Considerando il valore residuo iscritto a bilancio dopo gli ammortamenti, pari a 4,6 milioni, la plusvalenza generata si attesterebbe intorno ai 35,4 milioni: la quarta più grande nella storia dell'Atalanta, dopo Højlund (53 mln), Koopmeiners (44 mln) e Retegui (43 mln), di misura sopra Kulusevski e Romero. L'impatto complessivo sul conto economico, tra plusvalenza, stipendio risparmiato e ultimo ammortamento, è positivo per 47,6 milioni.

L'ASSE CON LO UNITED CHE FA LA STORIA - C'è un dato che colpisce ancora di più di qualsiasi singola cifra: sommando l'operazione Ederson a quella di Amad Diallo e Højlund, il Manchester United avrà versato nelle casse nerazzurre qualcosa come 140 milioni di euro. Un asse commerciale che non ha precedenti nella storia del club orobico e che racconta meglio di qualsiasi classifica la credibilità acquisita dall'Atalanta sui mercati internazionali.

QUATTRO ANNI DA RICORDARE - I numeri di Ederson in nerazzurro non racconteranno di un bomber: 16 reti e 6 assist in 180 presenze, alla media di 45 partite a stagione. Ma quei numeri, come osserva Mazza, rischiano di essere fuorvianti. Ederson era un centrocampista totale, titolare inamovibile, pilastro di una squadra che nel 2023/24 ha vinto l'Europa League. E la stagione dello scudetto europeo è stata anche quella della sua consacrazione definitiva come miglior centrocampista della Serie A. La redazione di Cronache di Spogliatoio lo aveva sintetizzato con una frase che in città è rimasta: «Con lui in campo l'Atalanta può giocare in 12 in modo regolare».

LA SCELTA GIUSTA AL MOMENTO GIUSTO - Con il contratto in scadenza nel giugno 2027, la società bergamasca ha scelto di monetizzare adesso, evitando di trovarsi tra un anno in una posizione di forza contrattuale indebolita. Qualche critica sul disimpegno, qualche impropero per un errore di costruzione, poche interviste: Ederson ha sempre preferito parlare sul campo. Centottanta presenze, sempre titolare, mai una concessione al risparmio. La macchina nerazzurra ora incassa, riflette e riparte a costruire.

Bergamo saluta un campione vero, nel senso più essenziale del termine. Non quello che riempie le pagine dei giornali, ma quello che svuota le gambe agli avversari per novanta minuti, ogni tre giorni, per quattro anni di fila.

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Sezione: I numeri / Data: Gio 04 giugno 2026 alle 01:00
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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