Ci sono giocatori che scelgono una squadra, e ci sono giocatori che scelgono un posto nel mondo. Gianluca Scamacca appartiene alla seconda categoria. L'attaccante dell'Atalanta si è raccontato a tutto tondo nel format "Champions of Made in Italy" di Radio Tv Serie A, scivolando dalla memoria dell'infanzia al legame viscerale con Bergamo, fino all'infortunio che ha cambiato il suo modo di guardare la vita.
IL BAMBINO CHE SAPEVA GIÀ - Le radici sono romane, la passione è di quelle che non si spiegano e non si imparano: «Da quando ero bambino sognavo e desideravo di giocare con i grandi in Serie A». Scamacca ricorda con nitidezza quasi fisica le domeniche pomeriggio passate davanti alla televisione: «Guardavo da piccolo le partite della Roma e dicevo che sarei arrivato in Serie A, lo sapevo dentro di me». Non un desiderio vago, ma una certezza portata in dote dall'infanzia. «Ho sempre giocato in strada e poi da lì ho cominciato a giocare con grandi squadre. Il calcio è passione, vita e anima: passa dall'astratto al concreto». Una definizione che dice molto di un ragazzo cresciuto a pane e pallone nei quartieri di Roma.
BERGAMO, UNA SCELTA DI CUORE - Poi è arrivata Bergamo, e con essa qualcosa che assomiglia a un approdo definitivo. «Bergamo l'ho voluta fortemente perché credevo nell'ambiente Atalanta, ambizioso come me». Non una sistemazione di comodo, ma una scelta ragionata e sentita. Il centravanti racconta di aver abbracciato da subito la mentalità orobica: «Da quando sono arrivato ho sposato fortemente la filosofia bergamasca nel lavoro: se non lavori, non cresci e qui a Bergamo lavorano tutti al 100%». Una sintonia che va oltre il campo: «Ho girato tanto, ma non c'è niente di più bello per l'Italia». Il motto del club — «La Maglia Sudata Sempre» — non è uno slogan vuoto per lui, è quasi un codice genetico. «I bergamaschi sono molto simili a me, casa-lavoro, lavoro-casa». Persino a tavola, il senso di appartenenza prende forma: «Il nostro chef ci fa assaggiare tanti formaggi bergamaschi ed è giusto che sia così: non mangeresti mai l'amatriciana a Bologna». Una battuta, ma anche una filosofia.
IL POPOLO CHE NON MOLLA MAI - Nel racconto di Scamacca, i tifosi non sono uno sfondo ma una componente attiva del percorso: «Come i tifosi bergamaschi danno tutto nel lavoro, la stessa cosa facciamo anche noi in campo. È gente che non molla mai e che sta sempre dietro la squadra: loro sono caldi. Noi dobbiamo dare il giusto esempio a questo popolo, visto il sostegno anche nei momenti di difficoltà». Parole che pesano, soprattutto da chi i momenti di difficoltà li ha vissuti davvero, in prima persona.
L'INFORTUNIO COME SCUOLA DI VITA - Il lungo stop al ginocchio è stato l'esperienza più dura della carriera, ma anche la più formativa. «È stato un percorso di conoscenza e maturità. Bisogna andare oltre questi momenti, altrimenti diventa un problema e non riesci». Scamacca non cerca la pietà del racconto: prende quell'esperienza, la elabora e la trasforma in carburante. «Da piccolo ero bello agitato perché non stavo mai fermo, ma sempre nei limiti: mi sono calmato». Una maturità guadagnata sul campo, e in parte proprio lontano da esso. Accanto a lui, in quei mesi, c'è sempre stata la stessa persona: «Con mia mamma ho un rapporto speciale, poi lei mi ha seguito ovunque e mi ha sempre sostenuto». Una figura costante, un ancoraggio nei momenti in cui tutto sembrava vacillare.
IL SOGNO CHE NON CAMBIA - Alla fine, la domanda più semplice produce la risposta più netta. Qual è il sogno nel cassetto? «Vincere uno scudetto». Tre parole, nessuna esitazione. Il bambino che guardava la Roma in televisione e si diceva che sarebbe arrivato in Serie A non ha smesso di sognare in grande. Ha solo cambiato indirizzo.
© Riproduzione Riservata
Altre notizie - Serie A
Altre notizie
- 16:30 Juve Stabia, Alfredo Guerri vicino all’acquisizione del club
- 16:14 UfficialePompilio nuovo Direttore dei Processi Sportivi: ufficiale il colpo di Giuntoli
- 16:00 IFAB, il calcio cambia: cinque secondi alle rimesse, rosso per chi protesta
- 15:45 Vieri sentenzia: "Palestra è il giocatore del futuro"
- 15:15 Scamacca senza filtri: “Da bambino sognavo la Serie A. A Bergamo ho trovato la mia dimensione”
- 14:48 Calciomercato DeaPuljić a un passo dall'Atalanta: dalla Baviera arriva il futuro della difesa croata
- 14:45 De Ketelaere falso nove al Mondiale: Sarri prende appunti
- 14:15 Giuntoli non molla Jashari: la pista esiste da prima del Milan, ora porta a Bergamo
- 14:00 Calciomercato DeaVergara vale 30 milioni e il mercato si scalda: l'Atalanta c'è
- 13:45 Esclusiva TALa fortezza bergamasca: quando il «no» è una strategia aziendale
- 13:45 Samaden e il grido d'allarme: "Il calcio giovanile italiano è tutto da rifare, basta parole"
- 13:30 Mondiale 2026, montepremi record: 50 milioni al campione, il doppio del Qatar
- 13:15 Monza, Baldissoni: "Atalanta e Como esempi da seguire"
- 13:00 Calciomercato DeaKeita nel mirino: la Dea pesca a Parma per il dopo-Ederson
- 12:45 Calciomercato DeaDa Dublino a Old Trafford: la storia di Éderson all'Atalanta vale un’altra plusvalenza storica
- 12:30 Calciomercato DeaZappacosta-Roma, muro Atalanta: il gelo con D'Amico complica tutto
- 12:30 Atlético, il paradosso Ruggeri: 47 partite e un futuro già incerto
- 12:18 Duecentodieci giorni e una crepa che non si è mai ricucita
- 12:15 Mondiale, Di Bello primo arbitro italiano al VAR
- 12:15 Calciomercato DeaGudmundsson sul mercato: la Fiorentina vuole cedere, l'Atalanta di Sarri ci pensa
- 12:00 Esclusiva TATuttoAtalanta.com cerca figure commerciali: entra nel nostro team e fai crescere la tua carriera
- 11:45 Ag. Pasalic: "Vuole finire la carriera all'Atalanta"
- 11:45 Mondiale, omaggio a Pelé e Maradona nella cerimonia d’apertura
- 11:30 Esclusiva TAESCLUSIVA TA – Il City affonda su Palestra: Maresca lo vuole, l'Atalanta non svende
- 11:15 Calciomercato DeaGasperini vuole il talento bosniaco Alajbegović, ma l'Atalanta può soffiarlo alla Roma
- 11:15 The Longevity Suite Bergamo, la specialista Gatti svela i segreti dei trattamenti viso: "La pelle si rigenera solo con il giusto protocollo"
- 11:15 Savona, il colpo di Giuntoli: l'Atalanta tratta col Nottingham Forest
- 10:45 Calciomercato DeaInter, assalto a Palestra: l’Atalanta apre, si tratta sul prezzo
- 10:15 Tedesco sbarca a Bologna: cinque rinforzi, un listone e la sfida Lucumí
- 09:45 I fratelli Koopmeiners: Peer verso Bologna, Teun cerca una via d'uscita da Torino
- 09:30 Criscitiello mette a nudo il calcio italiano: il libro che nessuno aveva il coraggio di scrivere
- 09:15 Glasner, il Milan aspetta: biennale pronto, ma prima tocca a Rangnick
- 09:15 Ruggeri, Gasperini lo rivuole: la Roma punta sull'ex Atalanta per blindare la fascia sinistra
- 09:00 Calciomercato DeaD'Amico alla Roma: l'ostacolo Atalanta è superato, ora l'annuncio
- 08:30 Calciomercato DeaEl Bilal Touré, futuro ancora in Turchia? Il Fenerbahçe pensa all’attaccante dell’Atalanta
- 07:00 ZingoniaDa Palladino a Sarri: l'Atalanta cambia pelle e riparte dal 4-3-3
- 06:45 PRIMA PAGINA – Tuttosport: "'Giù le mani da Yildiz'"
- 06:45 PRIMA PAGINA – La Gazzetta dello Sport: "Mondiale a peso d'oro"
- 06:45 PRIMA PAGINA – L'Eco di Bergamo: "Atalanta-Palladino niente accordo. Il tecnico esonerato"
- 06:45 PRIMA PAGINA – Corriere di Bergamo: "Atalanta-Palladino, rottura finale con esonero"
- 06:45 PRIMA PAGINA – Corriere dello Sport: "Palestra, assist per Chivu"
- 06:15 Femminile / Svezia-Italia 2-2: le azzurre vanno ai playoff, il Mondiale passa dagli spareggi
- 05:00 UfficialePalladino esonerato: l'Atalanta chiude ufficialmente l'era del tecnico campano
- 00:22 Calciomercato DeaPalladino esonerato, Sarri atteso entro venerdì: l'era del Comandante è alle porte
- 00:09 Calciomercato DeaKeita nel mirino della Dea: il Parma chiede 25-30 milioni
- 00:08 Sørloth-Juventus, si tratta: accordo col giocatore, nodo Atletico Madrid
- 00:05 Inter-Solet, si fa sul serio: 20 milioni per blindare la difesa di Chivu
