La Roma ha davanti a sé quattro giorni che valgono un'intera estate. Più che accelerare, il club giallorosso dovrà inserire la trazione integrale per superare gli ostacoli che il poco tempo a disposizione inevitabilmente porrà sul cammino verso il 30 giugno. Il nuovo direttore sportivo Tony D'Amico è stato a Milano per portare avanti una serie di cessioni solo all'apparenza secondarie, mentre il presidente Dan Friedkin lavora sul fronte diplomatico per alleggerire il peso del bilancio. Quattro strade parallele, da percorrere tutte insieme e in tempi record.

LE CESSIONI CHE FANNO CASSA - Il primo binario è quello delle uscite. Romano è conteso tra Cagliari, Bologna e Palermo — con i sardi al momento in vantaggio per il cartellino valutato 6 milioni —, Salah-Eddine può tornare al PSV e Ziolkowski è finito nel mirino del Nottingham Forest. Operazioni che, sommate, garantirebbero una trentina di milioni: ossigeno puro per le casse capitoline. In uscita c'è anche Matías Soulé, titolare inamovibile dell'ultima Roma ma, paradossalmente, il big meno insostituibile, considerando che gran parte dei rinforzi si concentreranno proprio nel reparto offensivo. L'argentino è nell'orbita di Borussia Dortmund, Stoccarda e Bayer Leverkusen, oltre che di Al-Hilal e Al-Ahli in Arabia Saudita – come ricostruisce Corriere dello Sport –: a Trigoria attendono una proposta da 40 milioni capace di mettere in discesa ogni discorso.

LA DIPLOMAZIA DI FRIEDKIN - La seconda via passa per i palazzi dell'UEFA. Friedkin si sta muovendo in prima persona ai vertici della diplomazia calcistica europea per un accordo che permetta di ridurre la cifra da iscrivere a bilancio sotto la voce plusvalenze. Si è parlato di 60 milioni, altri di 50. L'organismo presieduto da Aleksander Čeferin considera virtuose alcune voci di spesa — gli investimenti per il settore giovanile, il calcio femminile e le infrastrutture, tre pilastri della proprietà texana —, e chiede alla Roma di contenere entro i 60 milioni il disavanzo nel triennio sotto osservazione. Il club ha già versato una multa da 6 milioni per aver sforato i termini del settlement agreement nell'esercizio 2024-25 e, accettando eventualmente una sanzione superiore, spera di evitare il sacrificio di un big. Se l'intesa con Čeferin non dovesse arrivare, scatterebbe il via libera a D'Amico per definire una partenza eccellente in tempi fulminei.

I RINNOVI BLINDATI - La terza strada è quella dei prolungamenti. Trovata l'intesa di massima — non solo economica — con gli agenti di Paulo Dybala e Zeki Çelik, il club conta di annunciare le due firme a breve, per poi dedicarsi alla definizione dell'accordo con Lorenzo Pellegrini, anch'egli blindato dalla volontà di Gian Piero Gasperini. Dybala si legherà ai giallorossi con un biennale che prevede un'opzione per il 2029, Çelik dovrebbe firmare per quattro stagioni, mentre per il centrocampista cresciuto a Cinecittà resta da definire la durata, fino al 2029 o al 2030.

IL SOGNO GREENWOOD - La quarta e ultima via è quella del mercato in entrata, dove la Roma non può restare al palo. Se vuole Mason Greenwood a un prezzo ridotto — puntando allo sconto rispetto ai 55 milioni richiesti dal Marsiglia — deve muoversi in fretta. L'OM ha grossi problemi finanziari e necessita di una sterzata di sostenibilità entro il 30 giugno; superata quella data, però, potrebbe permettersi di tirare la corda per il suo giocatore più talentuoso. Come se non bastasse, dal 1° luglio sul cartellino dell'inglese scatterà una clausola rescissoria da 60 milioni. Per la Roma, in questa corsa contro il calendario, il tempo è letteralmente denaro.

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Sezione: Le Altre di A / Data: Ven 26 giugno 2026 alle 14:15
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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