Il day after la sbornia del Meazza impone riflessioni profonde e calcoli strategici in casa nerazzurra. Le fondamenta del progetto tecnico sembrano pronte a un fisiologico e vibrante mutamento, con l'amministratore delegato Luca Percassi che ha iniziato a tracciare le linee guida del prossimo futuro. Al centro del dibattito ci sono le posizioni nevralgiche dell'assetto societario e della panchina: dal possibile e chiacchierato addio del direttore sportivo Tony D'Amico al potenziale e clamoroso approdo di Cristiano Giuntoli, fino al destino di Raffaele Palladino, appeso al sottile filo di un piazzamento continentale sempre più in bilico.
IL VALZER DEI DIRETTORI - Il legame tra la proprietà e l'attuale ds è solido, ma le sirene del mercato suonano ormai troppo forti per essere ignorate. «Ho un rapporto straordinario con lui, conosco molto bene quello che ha fatto negli anni a Bergamo con noi», ha sottolineato il massimo dirigente, aprendo però concretamente le porte a una separazione imminente. «Mi rendo conto che, come capita per i giocatori, anche lui possa essere corteggiato. Mancano ancora due partite, forse il nostro rapporto potrebbe anche concludersi, ma a livello di stima continuerà per sempre». Un addio che chiuderebbe un ciclo quadriennale iniziato con l'arrivo dall'Hellas Verona e culminato con la magica notte di Dublino. Ma l'Atalanta non si fa certo cogliere impreparata. Il nome caldissimo per la successione è quello dell'ex architetto dello scudetto napoletano: «Rappresenta uno dei migliori dirigenti del calcio italiano, si è formato nelle categorie inferiori. Vedremo, se il matrimonio si realizzerà saremo molto contenti».
IL NODO DELLA PANCHINA E IL MERCATO - Se dietro la scrivania si respira aria di grande cambiamento, in panchina la situazione è avvolta in una prudente fase di stallo. La vittoria di Milano non ha alterato il tradizionale modus operandi del club, storicamente propenso a tirare le somme solo al calare del sipario. «Con Palladino, come nostra prassi, parleremo a fine campionato», ha glissato l'amministratore delegato, confermando la linea attendista già utilizzata nel recente passato con Gian Piero Gasperini. Sul fronte giocatori, un rapido accenno è andato anche ai gioielli in vetrina: per Ederson, al momento, non sono giunte offerte ufficiali sul tavolo, bensì soltanto «potenziali interessamenti».
LUCI E OMBRE DI UNA RIMONTA - Al tecnico campano viene unanimemente riconosciuto l'enorme merito di aver rivitalizzato uno spogliatoio depresso. Subentrato a novembre nella disastrosa situazione lasciata in dote da Ivan Juric, ha trascinato la squadra dalla tredicesima alla settima piazza, viaggiando con un ritmo da zona Champions. Tuttavia – come sottolinea La Gazzetta dello Sport – è mancato l'acuto finale nel momento clou della primavera. La sterilità offensiva ha pesato come un macigno: le cinquanta reti messe a referto in trentasei giornate rappresentano una rarità negativa dal 2016 in poi. Il salto di qualità definitivo è sfumato, lasciando la compagine lombarda in balia degli eventi per acciuffare l'ultimo treno europeo.
IL DESTINO APPESO AGLI ALTRI - L'inattesa vittoria del Bologna ha complicato ulteriormente i piani, trasformando lo scontro diretto di domenica alla New Balance Arena in un autentico spareggio incandescente per garantirsi almeno la Conference League. Ma il paradosso più grande si vivrà domani sera, quando il popolo orobico dovrà tifare sfegatatamente per l'Inter nella finale di Coppa Italia contro la Lazio guidata da Maurizio Sarri. Un successo biancoceleste regalerebbe l'Europa League ai capitolini, spedendo in Conference la sesta classificata ed escludendo inesorabilmente i nerazzurri. Dipendere dai risultati altrui non è un copione gradito a Zingonia, ed è proprio da questo fastidioso senso di incompiutezza che scaturiranno le fatidiche valutazioni di fine stagione.
L'Atalanta è giunta al crocevia più delicato della sua storia recente: tra scrivanie che si rinnovano e verdetti appesi alle fortune altrui, la dirigenza si prepara a blindare e ridisegnare la propria inesauribile ambizione.
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Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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