Un colosso tornato a ergersi a protezione della retroguardia. Isak Hien riprende le chiavi della difesa e contribuisce in maniera sostanziale al prezioso successo colto al Meazza contro il Milan. Dopo un periodo di assenza forzata a causa di un fastidioso infortunio, il centrale svedese ha riassaporato il campo per l'intera durata del match, ingaggiando duelli rusticani e guidando il reparto con la consueta fisicità. In sala stampa, l'ex Verona non si è nascosto dietro frasi di circostanza: ha esaltato la fame del gruppo in questa singola partita, ma ha anche analizzato con estrema lucidità e onestà un'intera stagione che, al netto delle difficoltà, deve fungere da trampolino di lancio per le ambizioni future della società. Ecco quanto evidenziato da TuttoAtalanta.com:
Isaac, una vittoria di capitale importanza arrivata al termine di una prestazione maiuscola, seppur macchiata da qualche brivido nel finale. Qual è stato l'ingrediente principale che vi ha permesso di dominare a San Siro?
«La chiave di volta è stata senza dubbio la fame, unita a una feroce voglia di vincere. Sappiamo bene che arrivati a questo punto della stagione, con le energie fisiche e nervose al lumicino, non è mai semplice trovare le motivazioni e la brillantezza ottimali. Tuttavia, ci tenevamo in maniera viscerale a dimostrare il nostro reale valore. Volevamo conquistare i tre punti a ogni costo e ritengo che la squadra lo abbia fatto mettendo in mostra non solo grande determinazione, ma anche un'ottima qualità nel palleggio. È innegabile che negli ultimi minuti abbiamo concesso un po' troppe occasioni ai nostri avversari. Anche quando eravamo avanti per 3-0 eravamo pienamente consapevoli che a San Siro contro il Milan la partita non è mai veramente chiusa, ma nel complesso abbiamo disputato una gara di altissimo livello».
Dal punto di vista prettamente personale, quanta soddisfazione c'è per il tuo rientro dal primo minuto? Affrontare un attaccante dalle caratteristiche di Jimenez ha esaltato le tue doti nel duello individuale?
«Per essere del tutto onesto, non mi ritengo ancora pienamente soddisfatto della mia condizione. Rientrare a pieno regime dopo essere rimasto ai box per oltre un mese a causa di un infortunio è un percorso complesso; ritrovare la forma migliore e la massima brillantezza richiede tempo e pazienza. In queste settimane ho lavorato duramente, ho fatto tutto il possibile per rimettermi a completa disposizione della squadra nel minor tempo possibile. Dopo aver messo minuti nelle gambe disputando l'ultima mezz'ora contro il Genoa, sono sinceramente felice di essere riuscito a reggere i novanta minuti su un campo così esigente e con questo livello di intensità».
Una prestazione di questa caratura, contro un avversario di vertice, aumenta il rammarico per i punti persi durante l'anno o vi infonde la giusta dose di fiducia, confermando che l'ossatura della squadra possiede valori tecnici inequivocabili da cui ripartire?
«Stasera l'umore è alto e siamo felicissimi per questa singola vittoria. Tuttavia, se allarghiamo lo sguardo e analizziamo l'intera annata, è chiaro che non possiamo dirci pienamente soddisfatti del nostro percorso generale. Proprio per questo motivo, oggi era di fondamentale importanza mandare un segnale forte: volevamo dimostrare a tutti, e in primis a noi stessi, che siamo una squadra strutturata, coesa e dotata di grande forza. Mantenersi costantemente al vertice, stagione dopo stagione, è un'impresa ardua per chiunque. Voglio leggere quest'annata in una chiave costruttiva: a volte, nel calcio come nella vita, è necessario fare un passo indietro per prendere la rincorsa e farne due in avanti. Abbiamo basi solide per il futuro».
Pragmatismo scandinavo e lucidità da leader. Isaac Hien archivia la notte di San Siro con la consapevolezza di chi sa che il potenziale inespresso della squadra è ancora vasto. Una serata che non cancella i rimpianti stagionali, ma che traccia la rotta: la Dea ha le spalle larghe per tornare a sognare in grande.
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Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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