CARNESECCHI, voto 7,5
Eretto a baluardo insuperabile, sfodera un campionario di parate che rasenta la perfezione stilistica e l'efficacia assoluta. L'intervento prodigioso su Nkunku è una gemma di puro istinto felino, mentre le restanti chiusure confermano una maturità tra i pali ormai consolidata. Una prestazione da leader silenzioso che infonde cieca fiducia all'intero pacchetto arretrato. Saracinesca.
SCALVINI, voto 6
Argina con straordinaria sapienza tattica le sfuriate di un Leao apparso decisamente appannato. Invece di abboccare alle finte, legge in anticipo le traiettorie e alza un muro contro cui l'attaccante lusitano finisce per infrangersi ripetutamente, esaurendo in fretta la lucidità. Costretto a uscire anzitempo per un acciacco dopo aver vinto nettamente il duello. Invalicabile.
dal 49' KOSSOUNOU, SV
Solo pochi giri d'orologio prima di dover cedere a sua volta il passo. Sfortunato.
dal 63' AHANOR, voto 5,5
Catapultato in un momento topico della sfida, patisce terribilmente l'elettricità del forcing avversario palesando preoccupanti amnesie in fase di marcatura. Sbandato.
HIEN, voto 6,5
Un colosso al centro dell'area di rigore, capace di annullare Gimenez con una fisicità strabordante e un senso dell'anticipo letale. Ruvido ma sempre estremamente corretto, sigilla la sua prova di forza immolandosi letteralmente su Saelemaekers nel momento del bisogno, sventando una minaccia colossale. Dominante.
KOLASINAC, voto 6
Interdittore implacabile per tre quarti di gara, blinda il versante di centrosinistra e si concede pure poderose sgroppate in proiezione offensiva per creare la tanto ricercata superiorità numerica. Sulla sua valutazione pesa un fisiologico calo di tensione nei minuti finali, quando la spia della riserva accesa lo espone a qualche sbavatura di troppo. Stantuffo.
ZAPPACOSTA, voto 7
La carta d'identità mente spudoratamente: ara la corsia laterale con l'intensità di un ragazzino e la saggezza di un veterano. Aggredisce gli spazi con ferocia inaudita e capitalizza al massimo il pregevole invito a rimorchio di Krstovic, trafiggendo la retroguardia milanista con un inserimento chirurgico. Inesauribile.
dal 55' BELLANOVA, voto 5,5
Si divora l'erba in fase di spinta, confezionando un pallone delizioso non sfruttato dai compagni in area, ma scorda i fondamentali difensivi spalancando praterie sanguinose alle transizioni rossonere. Sbilanciato.
DE ROON, voto 6
Detta i tempi della manovra con la consueta e inossidabile leadership, recuperando infiniti palloni nel fango della mediana e smistandoli con invidiabile razionalità. Macchia una prestazione altrimenti impeccabile con l'irruenza fuori tempo massimo che costa il calcio di rigore, riaprendo pericolosamente i giochi al tramonto della sfida. Bifronte.
EDERSON, voto 7
Una forza della natura che spazza via l'intero centrocampo milanista. Coniuga un dinamismo asfissiante a una ritrovata e preziosa vena realizzativa, stappando l'incontro con una perla balistica di squisita fattura. Esce trionfatore da ogni duello rusticano, confermandosi il cuore pulsante della formazione. Straripante.
Ho un déjà vu
— Atalanta B.C. (@Atalanta_BC) May 10, 2026
We’ve seen this before #MilanAtalanta #GoAtalantaGo ️ pic.twitter.com/TYU2OLPJGe
ZALEWSKI, voto 6,5
Ribalta le gerarchie della corsia obbligando Saelemaekers a disputare una partita di puro contenimento. Aggredisce costantemente il fondo con intelligenza, ma la vera nota di merito risiede nell'abnegazione tattica con cui stringe la diagonale difensiva, raddoppiando le marcature con tempismo perfetto. Applicato.
DE KETELAERE, voto 7
Ritorna sotto i riflettori del Meazza svestendo i panni del fantasma e indossando quelli del trequartista pragmatico. Non ruba l'occhio con giocate ad effetto fini a se stesse, ma la sua intelligenza tattica nell'avviare con lucidità l'azione del raddoppio certifica una maturità psicologica invidiabile contro il proprio ingombrante passato. Razionale.
dal 63' PASALIC, voto 6
Inserito per congelare il possesso palla nei momenti di massima pressione avversaria, gestisce la sfera senza acuti ma con encomiabile raziocinio. Pragmatico.
RASPADORI, voto 7,5
Abbandona i tipici egoismi da punta centrale per calarsi alla perfezione nel ruolo di fine tessitore offensivo. Si abbassa a cucire il gioco, smista palloni d'oro per gli inserimenti dei compagni, mette lo zampino nella rete che sblocca il match e si toglie il meritato sfizio di calare il tris con un colpo di classe cristallina. Totale.
KRSTOVIC, voto 6,5
Interpreta il ruolo di terminale offensivo con una foga agonistica che sfianca e disorienta i diretti marcatori. Ciò che perde in estetica lo guadagna in proficua concretezza: fa a sportellate su ogni zolla, impegna severamente Maignan e si traveste da raffinato rifinitore smarcando Zappacosta con una sponda da manuale del calcio. Prezioso.
ALL. RAFFAELE PALLADINO, voto 7
Libera da asfissianti pressioni di classifica, la sua squadra sfodera una prestazione autoritaria e spietata, dominando in lungo e in largo la Scala del Calcio per ottanta minuti abbondanti. Dimostra coraggio nelle scelte iniziali e un'impeccabile preparazione tattica della gara, oscurata solo in minima parte dal fisiologico calo di tensione finale. Rimane un forte retrogusto amaro per una stagione che, con questa qualità corale espressa, avrebbe potuto regalare traguardi ben più ambiziosi. Comandante.
© Riproduzione Riservata
Autore: Lorenzo Casalino / Twitter: @lorenzocasalino
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