ATALANTA-BOLOGNA 0-1(p.t. 0-0)
78' Orsolini (B)
SKORUPSKI, voto 6,5
Torna tra i pali dopo oltre due mesi e lo fa con la faccia di chi non si è mai fermato davvero. Il pomeriggio scorre senza grandi sollecitazioni, ma quando serve — al 94' su Krstović che arriva sul pallone in piena solitudine — chiude la porta con una lettura anticipata e riflessi intatti. Il rientro migliore possibile. Ritrovato.
JOAO MARIO, voto 6,5
Sceglie consapevolmente di sacrificare la spinta offensiva per garantire copertura sistematica sul lato destro, dove Zalewski cerca spesso l'uno contro uno. La scelta tattica è corretta e la esegue con disciplina: non brillante, ma funzionale al disegno di Italiano. Disciplinato.
HELLAND, voto 6,5
Gestire Krstović non è compito per difensori distratti: il montenegrino svaria, torna, attacca lo spazio in profondità. Helland lo segue come un'ombra, anticipa il più delle volte le sue ricezioni e vince la maggioranza dei duelli aerei. Nella ripresa sale anche in impostazione, con buona pulizia nel palleggio corto. Puntuale.
HEGGEM, voto 6,5
Ogni volta che Krstović sembra poter trovare il varco per girarsi, trova Heggem già in posizione. Il centrale svedese — catapultato in campo dalla lunga lista degli indisponibili rossoblù — costruisce la sua partita su una marcatura preventiva quasi maniacale, cedendo solo nel finale su una botta da fuori che finisce alta. Il resto è dominio. Solido.
MIRANDA, voto 6
Presidia la fascia sinistra con attenzione costante, limitando gli inserimenti di Zappacosta e abbassando il ritmo ogni volta che l'Atalanta tenta di uscire veloce sulla corsia. Non porta il suo tipico contributo in fase di spinta — la partita lo chiama a coprire più che a costruire — ma non concede nulla. Attento.
FERGUSON, voto 6,5
Il tatuaggio di Ederson: ovunque l'ex Milan provi a girare, Ferguson è lì. Non si tratta solo di copertura fisica, ma di una lettura preventiva raffinata che svuota le geometrie del centrocampista brasiliano. Vince la battaglia a centrocampo senza concedere respiro. Ingombrante.
FREULER, voto 6,5
La trecentesima in Serie A porta il numero della sua ex squadra: una ricorrenza che lui celebra con la sobrietà di chi non ha bisogno di dimostrare nulla al vecchio pubblico. Si stacca dalla regia quando serve, abbassa il baricentro quando Italiano lo chiede, gestisce i tempi della manovra con la sapienza del veterano. Gli applausi della New Balance Arena arrivano puntuali. Implacabile.
POBEGA, voto 6
Buona prova nel complesso: presidia la zona di De Roon con efficacia e partecipa alla costruzione in uscita con buone intuizioni. La ripresa porta però anche il cartellino giallo — per proteste, troppo acceso dopo una mancata sanzione — e l'ingresso di Moro. Qualcosa di gettato. Incostante.
Dal 69' MORO, voto 6
Entra con ordine e copertura: nella fase più delicata della partita, quando il risultato è già in vantaggio e l'Atalanta spinge, garantisce filtro e qualità nei recuperi bassi. Non cerca la giocata spettacolare, fa quello che serve. Funzionale.
BERNARDESCHI, voto 6
Parte con intensità, si accende dal 20' in poi con due fiammate sul mancino che costringono la difesa atalantina a chiudersi. Nel primo tempo è il più pericoloso dei rossoblù; nella ripresa cala fisicamente e Italiano lo richiama prima che il declino diventi un problema. Corretto il timing del cambio. Sufficiente.
Dal 69' ORSOLINI, voto 7
Entra, studia, aspetta. Al 78' il cross di Rowe sul secondo palo è un invito e lui non lo spreca: colpo al volo di mancino, palla in rete, decimo gol stagionale — il quarto anno consecutivo in doppia cifra, come nel Bologna aveva fatto solo Di Vaio. Non è solo il gol: è la capacità di restare lucido da subentrato in un ambiente ostile. Glaciale.
CASTRO, voto 5,5
La serata più opaca del suo campionato: Djimsiti lo contiene senza concedergli mai la possibilità di girarsi, e la sola occasione davvero pulita — la girata da pivot al centro dell'area — viene respinta da Carnesecchi con riflesso istintivo. Nella ripresa il suo peso specifico cala ulteriormente. Imbrigliato.
Dal 69' DALLINGA, voto 6
Entra nel momento in cui l'Atalanta preme per il pareggio e occupa lo spazio con fisicità, coprendo il pallone nei momenti di pressione alta. Non incide sul piano della creatività, ma dà consistenza al reparto offensivo nella fase di gestione. Utile.
ROWE, voto 7
Carnesecchi lo "tappa" due volte nel primo tempo — su una conclusione da fuori al 40' e su un tentativo ravvicinato nella ripresa — ma l'anguilla del Tamigi continua a cercare il varco con l'ostinazione di chi sa che prima o poi arriva il momento giusto. Al 78' pennella il pallone sul secondo palo con geometria chirurgica per l'inserimento vincente di Orsolini: l'assist che vale i tre punti. È il top della gara. Scintillante.
Dall'88' DOMINGUEZ, SV
ITALIANO, voto 7
Legge la partita con la lucidità del tecnico che sa quando è il momento di cambiare: al 69', con il Bologna che stava scivolando nella gestione del pareggio, inserisce in un colpo solo Moro, Orsolini e Dallinga — e sono i tre cambi a riscrivere il punteggio. Non si tratta di fortuna, ma di coraggio tattico: Orsolini era in panchina per una scelta precisa e da panchina ha fatto la differenza. La vittoria numero 15 in trasferta in campionato è la firma più eloquente di un girone di ritorno che ha restituito al Bologna dignità e identità. Il futuro si deciderà altrove, ma stasera è tutto merito suo. Chirurgico.
© Riproduzione riservata
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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