Palladino congeda la sua Atalanta con parole che pesano come macigni. C'è un momento in cui le parole di un allenatore valgono più dei risultati. È il momento in cui smettono di parlare di tattica e cominciano a parlare di sé, di un percorso che sta per finire, di una gratitudine che sa di congedo. Ieri mattina, al Centro Bortolotti di Zingonia, Raffaele Palladino ha fatto esattamente questo: ha presentato la gara di questa sera contro il Bologna parlando di Conference, di emergenze difensive e di seconde linee, ma le frasi che resteranno sono quelle sussurrate tra una domanda e l'altra sul suo futuro.
UN ADDIO CHE SI AVVERTE TRA LE RIGHE - «Indipendentemente dal mio futuro, posso solo essere grato all'Atalanta. Ho dato tanto e spero di aver lasciato un buon segno». Non è il linguaggio di chi si aspetta di restare. È il linguaggio di chi sta già facendo i bagagli con eleganza. La conferenza post-Milan aveva già anticipato questo tono di distacco consapevole: «Ho dato tutto, deciderà la Società», e le parole di ieri non hanno fatto altro che confermare quella traiettoria. Il tecnico ha puntualizzato che spetterà alla proprietà valutare «se le idee combaciano per il bene dell'Atalanta» e che lui si siederà al tavolo a bocce ferme. Un approccio corretto, quasi istituzionale, ma che nella sostanza fotografa uno stallo difficile da sbloccare.
LA CONFERENCE COME OBIETTIVO MINIMO - Sul piano sportivo, Palladino ha inquadrato con precisione il valore della posta in palio: «Sono nove anni che l'Atalanta potrebbe arrivare in Europa. Davanti a me ho una società ambiziosa che vuole continuare a farlo». La Conference League non è presentata come un consolation prize, ma come il capitolo di un progetto più grande, con trasferte lunghe, energie da gestire, e la consapevolezza che bisogna essere «pronti a tutto». Il mister ha anche ammesso senza giri di parole il peso delle lacune di aprile: infortuni a catena, tra cui Ederson e Charles De Ketelaere, e risultati che si sono concentrati in modo beffardo nel momento peggiore della stagione. «I ragazzi hanno dato tutto e ci hanno sempre messo la faccia», ha rimarcato, a difesa del gruppo.
TATTICA, EMERGENZE E LE SECONDE LINEE - Sul fronte tecnico, la conferenza ha offerto spunti concreti. La situazione difensiva resta complicatissima: con Berat Djimsiti che verrà valutato fino all'ultimo, il mister non ha scartato l'opzione di abbassare Marten De Roon tra i centrali, né la possibilità di vedere all'opera il giovane Relja Obric. «In emergenza la squadra ha sempre saputo riadattarsi nel migliore dei modi», ha sottolineato, senza rivelare la formazione ma lasciando trasparire una fiducia genuina nel gruppo. Spazio anche ai giocatori che hanno avuto poco minutaggio: Kamaldeen Sulemana, Lazar Samardzic, Mitchel Bakker e Yunus Musah potrebbero ritagliarsi un ruolo nella gestione delle ultime due giornate.
L'EMOZIONE CARNESECCHI E I TIFOSI DEL BAYERN - Tra i passaggi più toccanti della conferenza, quello dedicato alle parole spese da Marco Carnesecchi nei giorni scorsi nei confronti del proprio allenatore. «Mi ha emozionato molto», ha ammesso il tecnico, «perché valgono tanto: è stato il portavoce di tutto l'ambiente Atalanta». E poi il ricordo del pubblico della New Balance Arena nella notte contro il Bayern Monaco, quando i tifosi nerazzurri hanno applaudito a scena aperta pur nell'eliminazione: «Un qualcosa che mi è rimasto dentro e che dimostra l'attaccamento straordinario di questa gente». Parole che suonano come un arrivederci, pronunciate da un uomo che a Bergamo si è sentito a casa anche quando tutto andava storto.
IL BOLOGNA E LA SFIDA FINALE - Sul prossimo avversario, Palladino non ha usato sotterfugi: «Sono una grande squadra che si gioca tutto, con un mister competente come Italiano. Sarà una gara difficile». La Dea sa che per blindare la Conference League deve fare il proprio, lasciando che la matematica faccia il resto. Stasera, alla New Balance Arena, sarà una di quelle sere che restano nella memoria. Forse anche per altri motivi.
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Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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