I primi quarantacinque minuti sul prato del campo "Ale & Ricky" di Vinovo si rivelano una salita ripidissima per l'Atalanta Primavera. La Juventus padrona di casa ha interpretato la frazione d'apertura con spietata lucidità agonistica, chiudendo le squadre negli spogliatoi su un meritato doppio vantaggio. Ai ragazzi guidati da Marco Zanchi è mancata la consueta brillantezza in fase di impostazione, costringendoli a subire per larghi tratti l'iniziativa territoriale e ringraziando il proprio estremo difensore per aver mantenuto il match ancora matematicamente aperto.

L'URTO BIANCONERO E IL VANTAGGIO - Il copione tattico della gara si palesa fin dai primissimi istanti, con l'undici piemontese schierato da Simone Padoin pronto a riversarsi in avanti con ferocia. Le prime avvisaglie portano la firma di Leone, il cui cross insidioso viene disinnescato in due tempi da Anelli, e soprattutto di Montero, fermato a botta sicura da un riflesso prodigioso del portiere nerazzurro. La pressione asfissiante viene premiata al quarto d'ora: Grelaud estrae dal cilindro una grande giocata personale e fulmina la retroguardia bergamasca con un destro secco che sblocca le ostilità.

LA TIMIDA REAZIONE E IL RADDOPPIO - Incassato lo svantaggio, la Dea abbozza una reazione d'orgoglio affidandosi all'intraprendenza di Arrigoni, il cui pregevole tentativo di pallonetto viene però murato dall'uscita provvidenziale di Nava. Dopo un colpo di testa impreciso di Percassi e l'uscita prematura di Ramaj, sostituito a freddo da Gobbo per noie fisiche, la Vecchia Signora riprende il totale controllo delle operazioni. Al 31' l'ispirato Elimoghale impegna severamente l'estremo difensore lombardo, preludio al raddoppio che si materializza inesorabile al 36': una punizione tagliata e velenosa calciata dal solito Leone trova la deviazione vincente di Verde, che trafigge la rete e taglia le gambe agli ospiti.

IL MURO OROBICO EVITA IL TRACOLLO - Negli ultimi scampoli del primo tempo, la formazione nerazzurra sbanda pericolosamente, perdendo le distanze tra i reparti. Sull'asse offensivo Ruiz e H. Camara faticano a dialogare, mentre nella propria trequarti serve il miglior Anelli per arginare la mareggiata. Il numero uno si esalta negando la gioia del tris in rapida successione a Vallana e Corigliano, per poi ringraziare la scarsa lucidità del fronte d'attacco juventino su una sanguinosa ripartenza concessa all'alba dei cinque minuti di recupero.

Il duplice fischio del direttore di gara Francesco Aloise manda le due compagini a ricaricare le batterie. Per l'Atalanta servirà una ripresa radicalmente diversa: occorrerà alzare il baricentro, ritrovare compattezza e gettare il cuore oltre l'ostacolo per tentare un'impresa che, al momento, appare decisamente complessa contro una Juventus padrona del campo e del gioco.

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Sezione: Primavera 1 / Data: Ven 15 maggio 2026 alle 15:50
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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