È Gianluca Di Marzio a tracciare il quadro più lucido e aggiornato sulla situazione interna del Milan, e le sue parole pesano come macigni in una settimana in cui ogni dettaglio potrebbe rivelarsi decisivo. L'occasione è «Caffè Di Marzio», il podcast realizzato in collaborazione tra TuttoMercatoWeb.com e Gianlucadimarzio.com, e il punto di partenza è inequivocabile: Gerry Cardinale ha rotto il silenzio, e questo cambia tutto.
IL PATRON SCENDE IN CAMPO - «Ha parlato Cardinale e questo è già un segnale di come evidentemente voglia prendere in mano la situazione» — analizza Di Marzio —, «forse per la prima volta cercare di costruire nella prossima stagione il suo Milan». Una dichiarazione d'intenti che suona come un atto fondativo: dopo anni di gestione delegata, il proprietario americano sembra pronto a imprimere finalmente una direzione personale e riconoscibile al progetto rossonero. Ma prima di costruire, bisogna fare pulizia.
TARE, IL PRIMO SACRIFICATO - Il nome di Igli Tare è quello che brucia di più. «Il primo sacrificato si è capito ormai è Igli Tare» — conferma l'esperto di mercato —, indicando nelle operazioni Nkunku e Jashari le mosse che non hanno convinto la proprietà. Una sentenza dura, eppure Di Marzio ne sfuma i contorni con onestà: è stato proprio Tare a convincere Luka Modric a scegliere il Milan, e lo stesso Modric è risultato determinante nel tenere i rossoneri in corsa per la Champions fino alle ultime due giornate. «Igli Tare ha sempre avuto bisogno di tempo per costruire e soprattutto di autonomia» — osserva Di Marzio —: due condizioni che evidentemente non gli sono mai state garantite fino in fondo.
ALLEGRI TRA CONTRATTO E CHAMPIONS - Il capitolo più delicato riguarda Massimiliano Allegri. «So soltanto che Allegri in caso di qualificazione alla Champions avrà un anno in più di contratto» — rivela Di Marzio —, e la matematica fa il resto: esonerare un allenatore con due anni di contratto e circa venti milioni lordi sulle spalle è un'operazione che nessun club intraprende a cuor leggero. «Penso che Allegri non rinuncerà a questo contratto, non ha nessuna intenzione di fare un passo indietro». Il tecnico livornese, però, non si accontenterà di restare: vorrà sedersi con chi avrà il potere decisionale — Cardinale, Giorgio Furlani, Zlatan Ibrahimovic, Geoffrey Moncada, non è ancora chiaro chi — e pretenderà garanzie concrete sul mercato, dopo un'estate e un gennaio in cui le sue richieste non sono state pienamente accolte — come sottolinea Di Marzio su TuttoMercatoWeb.com.
LA GUERRA INTERNA - Sullo sfondo di tutto c'è una partita di potere ancora aperta. «Sono giorni decisivi per capire quale fazione vincerà e risulterà più forte all'interno del pianeta rossonero» — sintetizza Di Marzio —. Chi avrà l'ultima parola su allenatore, direttore sportivo e linea di mercato? La risposta arriverà a breve, forse già nei prossimi giorni. Cambiare continuamente guide tecniche e dirigenziali, come ammette lo stesso Di Marzio, non è un segnale di programmazione né di continuità. Ma stavolta, con Cardinale in prima persona sul ponte di comando, il Milan sembra intenzionato a tracciare finalmente una rotta definitiva.
Il campo, nel frattempo, parlerà domenica. E un quarto posto conquistato nelle ultime due giornate potrebbe cambiare radicalmente le carte in tavola.
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Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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