Alessandro Matri, opinionista di punta di DAZN e uomo che il calcio lo ha vissuto da dentro per oltre un decennio, ha le idee chiarissime sulla volata finale per la Champions League. L'ex attaccante, che in carriera ha indossato le maglie di Genoa e Milan — due delle squadre in ballo nella bagarre europea — e ha lavorato a stretto contatto con allenatori come Gian Piero Gasperini e Massimiliano Allegri, ha tracciato ai microfoni de La Gazzetta dello Sport una mappa dettagliata di ciò che accadrà nelle ultime giornate di Serie A: Juventus e Milan in Champions, Roma di Gasperini in corsa fino alla fine.

GENOA-MILAN, UNA GARA CHE VALE UNA STAGIONE - Alla vigilia dello scontro del Ferraris, Matri non si nasconde dietro la diplomazia. Il Genoa di Daniele De Rossi — già matematicamente salvo — non avrà l'assillo della classifica, ma questo non significa che regalerà punti. «Il Genoa non ha nulla da giocarsi, il che è positivo ma anche negativo: può venire meno un briciolo di attenzione», ammette l'ex centravanti. Eppure Daniele è uno serio, insiste Matri, uno che vuole continuare a fare bene e che potrebbe trovare nella Roma in corsa per la Champions — la sua ex squadra — una motivazione in più per dare il massimo fino al fischio finale.

LA PRESSIONE CHE LOGORA - Dall'altra parte del campo, la situazione è radicalmente diversa. Il Milan arriva al Ferraris con il peso di una stagione che sembrava già scritta e invece si è ribaltata. Fino a qualche settimana fa il Milan lottava per lo scudetto, oggi rischia di non entrare in Champions: uno scenario che pesa sulle gambe e sulla testa dei giocatori. «Quando scendi in campo in queste condizioni non puoi essere tranquillo», spiega Matri con la lucidità di chi ha vissuto spogliatoi infuocati. Il calo di Leao e Pulisic — due simboli del Diavolo improvvisamente silenti — ha accentuato una flessione che nessuno si aspettava così marcata.

ALLEGRI, LA FIDUCIA NON SI DISCUTE - Nonostante cinque sconfitte nelle ultime otto giornate, Matri difende il suo ex allenatore: «Lo conosco bene, gli devo molto. Allegri mi ha allenato al Cagliari, al Milan e alla Juventus». La frenata del Diavolo, a suo avviso, è figlia di un insieme di fattori — infortuni, calo mentale dei singoli, le voci sulla dirigenza — ma i valori ci sono e verranno fuori. Pronostico netto: il Milan supererà il Genoa, poi chiuderà la stagione con i due punti necessari per blindare la qualificazione europea. «Il vantaggio è minimo ma i rossoneri hanno due incontri alla loro portata e non li sbaglieranno».

GASPERINI, IL TOCCO DEL MAESTRO - Il capitolo più sentimentale è quello che riguarda Gasperini. Matri lo descrive come l'allenatore che ha cambiato la sua carriera: «Mi convinse a raggiungerlo al Genoa dicendomi "Ti faccio tornare in Nazionale" e successe davvero». Ora il tecnico di Grugliasco è alla Roma e, dopo aver sofferto per mesi senza un centravanti di riferimento e con Dybala ai box, ha trovato in Malen la chiave di volta per cambiare passo. La mano di Gasperini nel gioco si vede e grazie a Malen la Roma ha davvero cambiato passo: la Champions è un obiettivo concreto fino all'ultimo.

JUVE, COME IL VINO BUONO - Il terzo incomodo nella corsa Champions è la Juventus, rilanciatasi grazie all'arrivo in panchina di Luciano Spalletti e soprattutto al rientro di Dusan Vlahovic. «Là davanti mancava un centravanti che finalizzasse il gioco — ragiona Matri — con Vlahovic si è chiuso il cerchio e la Juve è tornata a correre». Rimangono due ostacoli non banali, Fiorentina e Torino, ma la fiducia è salda. In sintesi, per l'ex bomber, la classifica delle ultime due giornate non cambierà: Inter e Napoli già dentro, Juventus e Milan a completare il poker di italiane in Champions.

COMO, LA SORPRESA PIÙ BELLA - Un plauso speciale va al Como di Cesc Fabregas, la rivelazione assoluta del campionato. «Ha fatto molto più di quello che era logico immaginare», concede Matri, indicando in Nico Paz e nell'esplosione di Douvikas le armi principali di un progetto che ha dato al club lariano un'identità tattica forte e riconoscibile. Il Como di Fabregas, in poche parole, non è un fuoco di paglia: è una realtà strutturata del calcio italiano.

La volata è servita. Motivazioni, valori e qualità individuali: secondo Alessandro Matri sono questi i tre fattori che decideranno chi alzerà la coppa della Champions nella prossima stagione. E la sua sentenza, pronunciata con la sicurezza di chi i big match li ha vissuti in prima persona, è già agli atti.

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Sezione: Rassegna Stampa / Data: Sab 16 maggio 2026 alle 08:45
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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