Ci sono partite che valgono una stagione e partite che potrebbero valere un'intera carriera in un club. Il derby della Capitale che aspetta Maurizio Sarri domani a mezzogiorno potrebbe essere entrambe le cose: l'ultimo atto da tecnico della Lazio, l'addio anticipato a una piazza che lo ha consumato tra polemiche, ambizioni e traguardi mancati di un soffio. L'avversario di turno è il suo amico e rivale di sempre, Gian Piero Gasperini, che dall'altra parte dell'Olimpico guida una Roma che ha già la testa al futuro, ai rinnovi e alla Champions.

IL PESO DI UN ORARIO - Non si è ancora del tutto ripreso dalla batosta della finale di Coppa Italia, persa contro l'Inter appena tre giorni e mezzo prima. E adesso ecco il derby, alle dodici in punto, in una domenica che puzza di addio. Il Comandante aveva minacciato di non presentarsi, furioso per un calendario giudicato insensato, una collocazione oraria figlia — a suo dire — di una serie di errori gestionali della Lega. Poi ha abbassato i toni. Non se la sente di lasciare soli i giocatori nel momento più delicato, e soprattutto vuole evitare di inasprire ulteriormente il già fragile rapporto con la società, con le trattative sul futuro ancora tutte da scrivere.

UNA STAGIONE CHE BRUCIA - Con la Lazio fuori da tutte le coppe europee e reduce da un'annata costellata di turbolenze, la vittoria della Coppa Italia avrebbe potuto riscrivere la narrazione e rimettere tutto in discussione. Avrebbe cambiato i conti, le prospettive di mercato, forse persino la fiducia dei Lotito. Non è andata così. E adesso la sensazione diffusa, da ambo le parti, è che la separazione sia questione di tempo. La Lazio si sta già guardando intorno — i nomi che circolano con più insistenza per la successione sono quelli di Raffaele Palladino, Runjaic e Gattuso — mentre Sarri tra il ritorno a Napoli e la suggestione Bergamo resta il nome più caldo del prossimo valzer di panchine.

I CONTI CON GASPERINI - Prima di pensare al futuro, però, c'è un bilancio da non rovinare. Sarri ha affrontato sette derby romani: quattro vittorie, un pareggio, due sconfitte. Un bottino che resterà comunque in attivo, ma che il Comandante vuole migliorare — o almeno preservare. E poi c'è la questione personale con Gasperini, il collega con cui si è confrontato più di qualsiasi altro in carriera, ben 22 volte, a partire da un lontano Crotone-Pescara in Serie B. Il bilancio è in perfetta parità: sette successi a testa e otto pareggi. Tra i due c'è stima e amicizia, ma sul rettangolo verde queste cose non contano. Sarri non disdegnerebbe affatto tornare a batterlo, proprio mentre Gasperini sta costruendo qualcosa di importante sponda giallorossa.

GASPERINI, UN UOMO CON PIÙ POTERI - E la Roma si presenta al derby in condizione di forza, con un tecnico che ha consolidato la propria posizione anche fuori dal campo. Dopo aver superato la frizione interna con Claudio Ranieri, Gasperini ha ottenuto una libertà d'azione amplificata, un interlocutore diretto nei Friedkin e già le prime idee di mercato per rinforzare la rosa — tra cui il nome di Mason Greenwood dall'Olympique Marsiglia. I rinnovi di Paulo Dybala, Lorenzo Pellegrini e Zeki Celik sono in cantiere, lo spogliatoio è compatto e le motivazioni sono quelle di chi vuole chiudere il cerchio con la qualificazione in Champions.

DYBALA E MALEN, LA COPPIA CHE SPAVENTA - Sul piano tattico, Sarri troverà di fronte la difesa a tre di Gasperini con Mancini nelle vesti di incursore aggiunto, le marcature a uomo a tutto campo e soprattutto il tandem offensivo più in forma delle ultime settimane della Serie A: Dybala, finalmente al massimo della condizione fisica, e l'irresistibile Malen. L'olandese ex PSV si è rivelato la vera chiave di volta della seconda parte di stagione giallorossa, con assist e gol pesantissimi. Cristante è atteso avanzato a centrocampo per limitare Rovella, come nella sfida di andata. La Roma si presenta all'Olimpico senza assenti rilevanti, per la prima volta in stagione al completo.

LA TRATTATIVA CON LOTITO - Il lunedì successivo alla stracittadina sarà il giorno del confronto tra Sarri e Lotito. Da ambo le parti filtra più scetticismo che volontà di proseguire: il contratto biennale da tre milioni netti a stagione che lega il Comandante alla Lazio fino al 2028 è un nodo complesso, da sciogliere però con rapidità per non paralizzare la programmazione estiva. Il rapporto tra i due è rodato, ma i caratteri forti raramente semplificano le trattative. L'ipotesi di una continuazione non è esclusa a priori, eppure appare sempre più un'eccezione rispetto allo scenario più probabile.

Un derby che sa di ultima volta. Sarri lo vivrà con quella carica emotiva che solo i finali sanno regalare — e forse proprio per questo potrebbe essere la sua partita migliore della stagione.

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Sezione: Le Altre di A / Data: Sab 16 maggio 2026 alle 08:30
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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