CARNESECCHI, voto 6
Un pronti-via che prometteva una serata di duro lavoro, con un intervento felino a terra su Vitinha nei primissimi battiti del match. Invece, la sua partita si trasforma presto in una serena amministrazione del fortino, disinnescando senza affanni le rare sortite liguri e mettendo in cassaforte l'ennesimo clean sheet della sua stagione. Spettatore.
SCALVINI, voto 6,5
Si erge a dominatore assoluto della propria zona di competenza. Interpreta il ruolo di braccetto con interpretazione totale: annulla prima Ekhator e poi Ekuban, sfodera un recupero prodigioso in area e si propone costantemente in proiezione offensiva, regalando i pochi lampi di vitalità in una manovra altrimenti stantia. Sfiora persino l'assistenze per De Ketelaere. Dominante.
DJIMSITI, voto 6,5
Un'autentica cerniera di ferro. Prende in consegna Colombo e gli applica una morsa asfissiante, impedendogli qualsiasi giocata sporca. La sua immensa esperienza si condensa nell'intervento provvidenziale con cui sbarra letteralmente la strada a Vitinha, strozzando in gola l'urlo del gol ai padroni di casa. Insuperabile.
dal 57' HIEN, voto 6
Gettato nella mischia per blindare ulteriormente il pacchetto arretrato, si francobolla a Vitinha annullandone completamente l'inerzia e permettendo alla linea di alzarsi con coraggio. Tonico.
AHANOR, voto 5,5
Approccio eccessivamente timido e scolastico su Vitinha, che lo costringe spesso a rincorrere. Prova a scuotersi nella ripresa spingendo sull'acceleratore, ma quando Scamacca gli confeziona il potenziale pallone della svolta, pecca di freddezza e si incarta, palesando limiti in fase di finalizzazione. Acerbo.
ZAPPACOSTA, voto 5,5
Lontano dai fasti delle sue proverbiali sgroppate. Patisce la dirompente verve di Sabelli e finisce spesso ingabbiato nei raddoppi sistematici di Vasquez. Manca di propulsione e non riesce mai a trovare il fondo per alimentare le bocche da fuoco centrali. Frenato.
DE ROON, voto 5,5
L'aggressione feroce della mediana rossoblù, guidata dall'inesauribile Frendrup, gli toglie i tempi di giocata e l'aria per respirare. Non affonda totalmente, facendo scudo con la solita generosità, ma non riesce mai a prendere in mano il timone della squadra. Soffocato.
dal 77' PASALIC, voto 6
Prova a inserire geometrie e fosforo negli assalti finali, ma il contesto tattico è ormai troppo spigoloso per trovare il varco giusto. Ordinario.
EDERSON, voto 6
Ingaggia un duello rusticano e molto fisico con Amorim, prima che le mosse tattiche di De Rossi gli mandino addosso la morsa di Frendrup. Pur non brillando per lucidità in fase di costruzione, è l'ultimo a issare bandiera bianca, risultando uno dei pochissimi a sporcare i guantoni del portiere ligure. Tenace.
ZALEWSKI, voto 5,5
Ritrova l'antica vocazione da esterno a tutta fascia, ma la sua prestazione si consuma in uno sterile duello rusticano con Ellertsson. Mette a referto tanto dinamismo e qualche cross potenziale, ma si perde negli ultimi venti metri difettando della stoccata decisiva. Fumoso.
DE KETELAERE, voto 5
L'elettroencefalogramma del fantasista belga resta drammaticamente piatto. Vaga per la trequarti senza mai accendere la scintilla, palesando un vistoso ritardo di condizione o, peggio, di convinzione. Unico sussulto: un diagonale rimpallato e una svirgolata che finisce in orbita. Spento.
dal 77' SAMARDZIC, voto 5
Ingresso indolente e superficiale. Entra col compito di spaccare la partita ma irrita per l'atteggiamento, perdendo un paio di palloni sanguinosi. Indisponente.
SCAMACCA, voto 5
L'esperimento delle due torri non decolla. Prova a giocare di sponda e cucire il gioco, ma sbatte inesorabilmente contro l'anticipo sistematico di Ostigard. Palesa un'evidente mancanza di sintonia con Krstovic. Unica nota di merito, il geniale assist non capitalizzato da Ahanor. Abbandona il campo scuro in volto. Isolato.
dal 57' RASPADORI, voto 5
L'equivoco tattico di posizionarlo da trequartista lo limita enormemente. Eppure, quando si ritrova per un istante le vesti da centravanti, cestina il pallone della vittoria calciando malamente addosso a Bijlow, prima di colpire un legno disperato nel finale. Manca l'istinto del killer. Impreciso.
KRSTOVIC, voto 5
Allargato sulla fascia è un pesce fuor d'acqua, disinnescato prima ancora di entrare nel vivo dell'azione. Riposizionato al centro, ingaggia un duello perso in partenza contro la solidità di Ostigard. Appare spaesato e totalmente disconnesso dai movimenti di Scamacca. Avulso.
ALL. RAFFAELE PALLADINO, voto 5
Il tentativo di scardinare la solidità del Genoa schierando contemporaneamente i due pesi massimi dell'attacco si rivela un azzardo fallimentare. La squadra perde imprevedibilità tra le linee e appare tatticamente sfilacciata e poco brillante dal punto di vista atletico. I cambi in corsa non riescono a correggere un copione recitato malissimo: la sua Atalanta sembra aver smarrito la propria identità fluida. Confuso.
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