L'Atalanta di Maurizio Sarri ha già un'identità riconoscibile nel palleggio, ma il pezzo che non incastra riguarda le fasce: nelle uscite estive gli esterni offensivi non hanno acceso la miccia, e con Conference League e campionato ormai alle porte quello resta il vero cantiere aperto della preparazione nerazzurra.
IL 4-3-3 DI SARRI - Il resto, in verità, si è visto eccome. Squadra che costruisce con pazienza, palla che gira in attesa del momento buono per l'imbucata centrale, una mediana disegnata più sulla tecnica che sui muscoli, con il regista a dettare i tempi e le mezzali chiamate a creare e ad attaccare lo spazio. È il vocabolario del tecnico toscano, ed è già leggibile: un sistema propositivo, che punta a comandare la partita quando il contesto lo consente.
COSA CHIEDE ALLE ALI - Il capitolo che manca è quello delle corsie. Agli esterni alti Sarri domanda strappi, fantasia nell'uno contro uno, sovrapposizioni e un sostegno costante al lavoro del centravanti: è un tratto distintivo del suo calcio, non un dettaglio accessorio. Il tempo per registrare i meccanismi non è finito, ma il salto va programmato adesso, perché le partite pesanti sono dietro l'angolo.
TEGOLA SULEMANA - In questo quadro, l'infortunio al ginocchio sinistro rimediato da Kamaldeen Sulemana pochi minuti dopo l'ingresso in campo nel test di Gelsenkirchen contro lo Schalke 04, sabato scorso, arriva nel momento peggiore. Lo stop è serio: si parla di due mesi abbondanti, forse qualcosa in più. Il ghanese è un'ala pura, utilizzabile su entrambe le corsie, e stava alzando i giri della preparazione: contro il Feyenoord si erano intravisti sincronismi interessanti sulla destra, con Sulemana capace di arretrare lungo la fascia per liberare gli inserimenti di Lazar Samardžić. Un giocatore che entra in condizione in fretta, e che sarebbe tornato utile sia in Europa sia in campionato.
DE KETELAERE E LA CONDIZIONE - Sulla destra il riferimento resta Charles De Ketelaere, l'uomo chiamato a garantire qualità, estro e imprevedibilità. Ma il belga è rientrato a Zingonia soltanto ai primi di agosto, dopo aver spinto la sua nazionale fino ai quarti di finale del Mondiale: pretendere già ora che faccia la differenza sarebbe fuori scala. La sua versione migliore arriverà con allenamenti e minuti nelle gambe, non prima.
RASPADORI SULLA SINISTRA - Sull'altro versante la luce non si è ancora accesa. Giacomo Raspadori ha messo in campo applicazione e volontà nell'interpretare il ruolo di esterno, e qualche segnale incoraggiante lo aveva lasciato a sprazzi nelle prime amichevoli di Zingonia, ma con Feyenoord e Schalke 04 non ha graffiato con continuità. Il profilo è quello di un attaccante duttile: seconda punta con istinto e prontezza in area, all'occorrenza prima punta o trequartista alle spalle del centravanti, con un bagaglio tecnico che gli consente anche l'adattamento largo. Al momento, però, Raspadori non appare del tutto a suo agio negli ingranaggi del nuovo gioco. Le potenzialità restano intatte: servono progressi concreti nelle gare che assegnano punti, e con la condizione in crescita tutto diventerà meno complicato.
UNA ROSA CORTA SULLE CORSIE - Il tridente di partenza è definito: De Ketelaere, Gianluca Scamacca (o Nikola Krstović) e Raspadori. Il problema comincia subito dopo. Daniel Maldini ha preso la strada di Cagliari, Dominic Vavassori è finito in prestito al Palermo, Nicola Zalewski a sinistra offre dribbling, spunto e velocità ma le voci di mercato lo accostano perfino all'uscita, con il Milan che avrebbe già sondato il terreno. Come alternativa di ruolo resta il giovane Federico Cassa. E Samardžić, che nell'ultimo triennio ha fatto il trequartista esterno nel 3-4-2-1, sta convincendo da mezzala: una mossa tattica che merita di essere coltivata, non smontata per tappare un buco altrove.
MERCATO, IL NOME È FOFANA - Ecco perché la necessità di aggiungere un'altra ala alla rosa è diventata concreta. Nei giorni scorsi – come ricostruisce L'Eco di Bergamo – è circolato il nome di Malick Fofana del Lione: costi importanti, a quanto pare oltre i 35 milioni, ma identikit perfettamente sovrapponibile al tipo di esterno che serve. Con un ostacolo non da poco: secondo gli ultimi rumor anche l'Inter avrebbe messo gli occhi sul giovane belga.
LA FASE CALDA - Il mercato entra ora nel suo tratto più rovente. E la casella che l'Atalanta deve riempire ha un indirizzo preciso: quelle corsie esterne dove, per adesso, la scintilla non è ancora scoccata.
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Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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