ATALANTA-BOLOGNA 0-1(p.t. 0-0)
78' Orsolini (B)
CARNESECCHI, voto 6,5
Nel primo tempo è l'unico ad alzare l'asticella al livello che la posta in palio richiederebbe: vola sulla conclusione di Rowe e respinge il mancino teso di Castro con i riflessi del portiere che sa già di essere destinato a palcoscenici più esigenti. Sul gol di Orsolini non ha colpe: il cross di Rowe è perfetto, l'inserimento chirurgico, la traiettoria imparabile. Decisivo.
SCALVINI, voto 5,5
Rientra dopo settimane di forfait e si vede: il fisico c'è, la lucidità nelle letture preventive è ancora opaca. Rowe gli concede poche pause e gli esterni del Bologna sfruttano sistematicamente il mezzo passo di ritardo con cui il difensore affronta le situazioni in ampiezza. La condizione atletica condiziona la qualità delle scelte. Arrugginito.
DJIMSITI, voto 6
Gestisce Castro con la consueta attenzione tattica: lo anticipa sulle ricezioni in profondità, lo stringe nei duelli aerei, gli nega lo spazio per girare. Una dimenticanza nel primo tempo — Castro che si gira e trova il varco — non pesa sul risultato. Per il resto è la prestazione di un difensore che conosce il mestiere e non si fa sorprendere. Ordinato.
AHANOR, voto 6
Bernardeschi lo mette alla prova con i movimenti a ventaglio tipici di chi ha fatto del dribbling un'arte: il giovane difensore tiene il filo quasi sempre, soffre quando Fede allarga il raggio d'azione e lo costringe a seguirlo fuori posizione. La reazione nei momenti di difficoltà è però quella di chi non si scompone. Tenace.
ZAPPACOSTA, voto 5,5
Miranda lo impegna in un duello fisico costante e rende impraticabile la sua propensione a spingersi in avanti. La fascia destra rimane territorio neutro per tutta la partita: né sfondamento offensivo né copertura sistematica. È il tipo di prestazione che non lascia tracce, ma che in una gara dove la Dea ha bisogno di idee sugli esterni vale come una mancanza. Spento.
Dall'88' KOLAŠINAC, SV
DE ROON, voto 6
Presidia l'asse centrale con la disciplina di chi ha smesso da tempo di cercare applausi e preferisce costruire ordine. Ferguson e Freuler vengono limitati nella loro libertà di scambio grazie alle coperture sistematiche del capitano, che lascia il campo al 63' tra le ovazioni di una tifoseria che sa riconoscere chi non si risparmia mai. Affidabile.
Dal 63' PASALIC, voto 5
Entra con il centrocampo già stanco e trova subito il cartellino giallo, che riduce le sue opzioni in pressing. L'episodio del gol è emblematico di una serata storta: il taglio di Orsolini sul secondo palo nasce da una copertura mancata proprio nel corridoio che il croato avrebbe dovuto presidiare. Pomeriggio da dimenticare. Fantasma.
EDERSON, voto 6
Non è la sua migliore versione — la verticalizzazione rapida che ha caratterizzato il suo campionato fatica a emergere contro la pressione di Ferguson — ma la qualità del duello fisico rimane alta fino all'ultimo minuto. Lotta su ogni pallone, non retrocede nei contrasti, tiene la posizione anche quando la squadra perde le geometrie. Combattivo.
ZALEWSKI, voto 5,5
Joao Mario lo azzera sul piano dello scontro individuale, neutralizzando ogni tentativo di verticalizzazione sul lato sinistro. Le uscite palla al piede che in alcune partite ne hanno esaltato la qualità tecnica si riducono a strappi sterili, subito recuperati dalla difesa rossoblù. Il brasiliano ha semplicemente più gamba e più senso della posizione. Soffocato.
Dal 64' MUSAH, voto 6
Porta energia e qualche cambio di passo, senza però trovare la giocata che cambia la partita. Gestisce il pallone con pulizia ma senza la verticalità necessaria per scardinare un Bologna già posizionato per difendere il vantaggio. Neutro.
DE KETELAERE, voto 5,5
Nel primo tempo confeziona un'intuizione quasi da assist — la palla che attraversa l'area e mette in apprensione l'intera retroguardia rossoblù — ma è un lampo isolato in una prestazione che riflette il momento di appannamento del belga: i movimenti tra le linee ci sono, la precisione nell'ultimo passaggio manca. Il digiuno di gol pesa sulla confidenza con la porta. Ondivago.
Dall'82' BAKKER, SV
RASPADORI, voto 5,5
Mette più chilometri di chiunque altro nel primo tempo, inseguendo ogni pallone con l'applicazione di chi cerca nel lavoro sporco la soluzione a una serata bloccata. Ma il calcio misura anche l'efficacia: nessuna conclusione verso Skorupski, nessun'imbucata che metta in crisi la difesa emiliana. La quantità non basta quando manca la precisione nell'ultima scelta. Affannato.
Dal 63' SULEMANA, voto 5,5
Prova a farsi sentire con una conclusione di testa che non trova però lo specchio. Per il resto si muove in uno spazio che il Bologna concede con parsimonia, smarrendo la profondità che avrebbe potuto cambiare le trame offensive della Dea. Evanescente.
KRSTOVIĆ, voto 5
La partita gli offre il momento che i centravanti aspettano tutta la stagione: Heggem lo contiene fino al limite, poi arriva l'occasionissima dell'1-1. Il controllo di mano che il VAR non perdona gli sottrae il gol dalla lavagna, poi la ribattuta da centro area che Skorupski intuisce e para. Un gol più mangiato che negato: la differenza tra il centravanti che la svolta e quello che la subisce. Sprecone.
PALLADINO, voto 5
La Conference è in tasca e questo conta, soprattutto in una stagione che si è più volte inclinata verso il precipizio. Ma le domande che questa partita lascia aperte sono più pesanti del traguardo aritmetico: l'undici iniziale senza Scamacca — il bomber che ha trovato continuità proprio nelle ultime settimane — è una scelta che non trova risposta sul campo. La squadra non crea, non tira, non morde. L'ultima gara casalinga della sua gestione, con il rapporto con D'Amico destinato a chiudersi e Giuntoli già proiettato verso la scrivania di Zingonia, lascia più interrogativi che certezze. Insufficiente.
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