Dominic Vavassori ha bruciato le tappe. All'indomani del suo debutto con la maglia del Palermo, impreziosito da una rete davanti a oltre 33mila spettatori, l'esterno cresciuto nel vivaio dell'Atalanta si è presentato ai microfoni della stampa in una lunga conferenza raccolta da TuttoMercatoWeb, ripercorrendo emozioni, scelte e ambizioni della sua nuova avventura in Sicilia.

IL GOL AL DEBUTTO - Il primo pensiero va alla cornice di pubblico che ha accompagnato la sua prima uscita: «È una cosa incredibile fare gol nel nostro stadio con tutta quella gente che è venuta». Sul piano tattico, il classe 2005 si mette a disposizione senza porre condizioni: «Posso ricoprire più ruoli, però io sono a disposizione del mister, della squadra, e dove c'è bisogno sarò molto contento di poter aiutare». Una duttilità che a Bergamo era già emersa nelle stagioni con l'Under 23.

IL LAVORO CON FILIPPO INZAGHI - Il rapporto con l'allenatore è già solido e produttivo, a giudicare dal racconto del ragazzo: «Il mister nei miei confronti mi sta aiutando molto, mi sta aiutando anche lo staff, mi stanno facendo crescere». C'è anche un dettaglio che spiega il gol: «Mi ha dato un consiglio in mattinata ed è andato a buon fine». Un suggerimento tradotto in rete nel giro di poche ore.

PERCHÉ IL NUMERO 9 - La scelta della maglia nasconde più di una motivazione: «Il numero 9 l'ho scelto innanzitutto perché il 9 è il giorno del mio compleanno, poi perché secondo me è un numero molto importante qui a Palermo, ed è anche il numero del mister». Un triplo riferimento che dice molto sull'attenzione con cui l'attaccante ha affrontato il passaggio in rosanero.

LA SICUREZZA IN CAMPO - Chi lo ha visto giocare ha notato una personalità inusuale per l'età. Lui la spiega così: «Per me è bello giocare a calcio, quindi questa è la normalità». E aggiunge un dettaglio che racconta il rapporto immediato con la piazza: «Davanti a un pubblico come quello di ieri sera viene ancora meglio, è ancora più facile».

LA CONCORRENZA COME STIMOLO - Il reparto offensivo siciliano è affollato, ma il ragazzo non lo vive come un ostacolo: «Secondo me mi aiuteranno a crescere di più: questa sana sfida per un posto da titolare è una cosa che ci fa crescere anche come squadra per arrivare a un obiettivo».

COME È NATO IL TRASFERIMENTO - Il racconto della trattativa parte da Zingonia: «Io ero in ritiro con la prima squadra dell'Atalanta e il mio procuratore mi ha chiamato». La risposta è stata immediata: «Appena ho sentito il nome del Palermo ho subito accettato di venire, perché sono un ragazzo che cerca stimoli nuovi e vuole arrivare in alto». Un addio, sia pur temporaneo, che rientra nella linea nerazzurra sui prestiti dei giovani.

IL PARAGONE CON L'ATALANTA - Sul cambio di contesto societario l'esterno non ha dubbi e alza l'asticella: «Penso che il Palermo sia una società all'altezza dell'Atalanta, e quest'anno l'obiettivo è anche quello di riuscire a portarla dove merita». Poi la motivazione personale: «Sono venuto qui anche per provare a far sì che questo possa succedere».

NEL CLUB DI AMAURI E CAVANI - Con quella rete è entrato nella ristretta cerchia di chi ha segnato all'esordio in rosanero, insieme a nomi come Amauri, Cavani e Segre. Non ci aveva pensato: «È un effetto straordinario segnare davanti a così tanta gente. Spero sia il primo di tanti». E un pensiero è andato a un compagno: «Jacopo, ad esempio, è un ragazzo che in questi giorni mi è stato molto vicino».

L'ASTICELLA PERSONALE - Infine i numeri a cui punta, con una cifra messa nero su bianco: «L'obiettivo, se riesco a farne 15 ben venga». Ma la priorità resta collettiva, ribadita più volte nel corso dell'incontro: contano i traguardi della squadra, il resto viene di conseguenza. Un'impostazione che rispecchia la formazione ricevuta nel vivaio orobico.

Un debutto che difficilmente dimenticherà. E una piazza che, dopo una sera così, ha già cominciato ad aspettarsi molto da lui.

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Sezione: Nerazzurri d'Italia / Data: Mar 18 agosto 2026 alle 20:15
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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