L'apocalisse azzurra consumatasi a Zenica ha lasciato in eredità un unico, fioco raggio di luce, e porta il nome e il cognome di Marco Palestra. L'esterno ventunenne di Buccinasco, di proprietà dell'Atalanta ma sbocciato definitivamente in terra sarda, si ritrova ora investito di una responsabilità persino maggiore rispetto alle altissime aspettative riversate su di lui per la rinascita della Nazionale. Da questo momento fino al decisivo ventiquattro maggio, le speranze di permanenza in Serie A del Cagliari passano inevitabilmente dai suoi scatti brucianti e dalla sua inesauribile tenuta atletica.

L'INTUIZIONE SUL MERCATO E IL SOGNO ROSSOBLÙ - La felice intuizione del direttore sportivo Guido Angelozzi, capace di strapparlo in prestito dal florido vivaio di Zingonia, ha regalato alla formazione guidata dal tecnico Fabio Pisacane un'autentica freccia sulla corsia. Se la compagine isolana galleggia ancora in una zona di relativa sicurezza, gran parte del merito va attribuito alle sue progressioni devastanti, affiancate dai miracoli tra i pali di un monumentale Elia Caprile, non a caso finito a sua volta nell'orbita azzurra. Il patron Tommaso Giulini, fresco di presentazione del nuovo e ambizioso piano economico-finanziario per la costruzione dello stadio insieme ai nuovi investitori stranieri, sa bene che un'eventuale mega-cessione del laterale lombardo a giugno potrebbe finanziare interamente il progetto sportivo del domani.

LA CONDANNA DEI NUMERI E L'INCUBO RETROCESSIONE - Tutto questo castello di sogni e milioni, però, si regge su un unico e ineludibile pilastro: la conservazione della massima categoria. Una malaugurata discesa nel campionato cadetto farebbe crollare rovinosamente i piani della proprietà. E i recenti scricchiolii sono a dir poco allarmanti: nelle ultime sette uscite il Cagliari ha raccolto la miseria di due punti, incappando in ben cinque sconfitte contro Roma, Lecce, Como, Pisa e Napoli, di cui le ultime tre consecutive. – come analizza La Gazzetta dello Sport – i numeri fotografano una squadra in profonda confusione, capace di segnare appena tre reti a fronte delle undici incassate, smarrita in scelte tattiche cervellotiche come l'impiego di Michael Folorunsho fuori ruolo da centravanti, abbandonando di fatto le sue naturali doti da mezzala.

L'ORA DEI SENATORI E LA RIVINCITA MONDIALE - L'azzardo della linea verde, salvato in extremis a Cremona dal gol provvidenziale di Christos Trepy, ha finito per penalizzare l'esperienza. L'esplosione del treno atalantino e l'impiego massiccio di Zé Pedro e Rodriguez hanno relegato ai margini un fedelissimo come Gabriele Zappa, impiegato col contagocce nonostante i trascorsi importanti sull'isola. Adesso, nel momento di massima burrasca, il gruppo ha disperato bisogno del carisma dei veterani come Alessandro Deiola e dell'infortunato Leonardo Pavoletti, ma dovrà aggrapparsi soprattutto all'imprevedibilità del suo talentuoso numero venticinque. Il classe 2005, leader per minutaggio tra i giocatori di movimento (2511 minuti collezionati), incrocerà oggi sul prato del Mapei Stadium quel Tarik Muharemovic che, con la maglia della Bosnia, ha spezzato i suoi sogni iridati sfiorando anche l'espulsione. «Lui e Caprile non avranno l'umore migliore del mondo in questi giorni, ma sono certo che tireranno fuori qualcosa di speciale per noi», ha garantito il mister sardo alla vigilia.

IL BIVIO DEL MAPEI E IL RUSH FINALE - La trasferta odierna in terra emiliana, sostenuta dall'esodo di quasi millecinquecento cuori rossoblù, rappresenta l'autentico spartiacque della stagione. Il calendario non ammette sbandate: dopo il Sassuolo e l'imminente scontro interno contro la Cremonese, arriveranno in rapida successione le sfide da brividi contro l'Inter e l'incrocio romantico contro l'Atalanta di Raffaele Palladino, che osserverà il suo pupillo con occhi interessatissimi prima di riaccoglierlo magari alla New Balance Arena. Seguendo poi con Bologna, Udinese, Torino e Milan, il margine di errore è letteralmente azzerato. Per la battaglia di oggi si proverà a recuperare gli attaccanti Gennaro Borrelli e Andrea Belotti per la panchina, mentre si profila una maglia da titolare per il promettente Mendy. «Zero tabelle salvezza, dobbiamo solo ritrovare concentrazione e malizia per tornare alla vittoria», ha chiosato la guida tecnica rossoblù.

Il momento della verità è servito. Palestra ha l'occasione di consacrarsi non solo come il futuro del calcio italiano, ma come l'eroe che ha salvato il presente del Cagliari.

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Sezione: Nerazzurri d'Italia / Data: Sab 04 aprile 2026 alle 09:30
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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