Il cielo sopra la Florida si tinge d'azzurro in una giornata tormentata dalla pioggia, consegnando alla storia del tennis l'ennesima impresa titanica di Jannik Sinner. Il fuoriclasse altoatesino non si lascia intimorire dalle bizze del meteo e conquista di prepotenza l'ambito trofeo di Miami, completando una doppietta leggendaria che lo proietta nell'Olimpo assoluto della racchetta.
IL CIRCOLO DEI GRANDI E IL RECORD ASSOLUTO - Vincere consecutivamente Indian Wells e Miami nello stesso anno è un'impresa riservata a pochissimi eletti. Il ragazzo d'oro del nostro tennis si iscrive a un club esclusivissimo che comprende mostri sacri del calibro di Jim Courier, Michael Chang, Pete Sampras, Marcelo Rios, Andre Agassi, Roger Federer e Novak Djokovic. Ma il dato che rende questa cavalcata ancor più spaventosa è che l'italiano è il primo in assoluto a compiere questo miracolo sportivo senza lasciare per strada nemmeno un set. La sua personalissima striscia di imbattibilità nei tornei Masters 1000, considerando anche il trionfo parigino dello scorso novembre, recita ora diciassette affermazioni di fila con un mostruoso parziale di trentaquattro set a zero. Numeri da capogiro che certificano un ventiseiesimo titolo Atp in carriera strameritato.
LA BATTAGLIA CONTRO IL BUIO E LA PIOGGIA - A recitare il ruolo di vittima sacrificale nell'ultimo atto è stato Jiri Lehecka, solido prodotto del vivaio ceco spintosi fino alla quattordicesima posizione del ranking mondiale. Il match, durato complessivamente un'ora e trentatré minuti di gioco effettivo, è stato letteralmente spezzato in due da un'interruzione di un'ora e mezza dovuta agli scrosci d'acqua che hanno bersagliato l'Hard Rock Stadium. – come riporta la Gazzetta dello Sport – il rivale sapeva perfettamente che l'unica via per scalfire il muro azzurro era forzare un tennis verticale, ma Sinner ha imposto fin da subito il proprio devastante ritmo da fondocampo. Nel primo parziale, il break decisivo è arrivato già al terzo game, gestito poi dall'italiano aggrappandosi all'arma letale del servizio nei rari momenti di difficoltà, come quando ha annullato un pericoloso 0-40 nel quarto gioco.
LA ZAMPATA DEL CAMPIONE E IL MODELLO NERAZZURRO - Al rientro in campo dopo la lunga pausa per pioggia, la sfida si è fatta decisamente più spigolosa. Lehecka ha alzato il livello degli scambi salvando palle break in serie, ma sul 4-4 è crollato sotto il peso di un grave errore di dritto che ha consegnato all'azzurro la palla del match, chiusa con freddezza glaciale grazie a due ace e una volée magistrale. A fine partita, l'altoatesino ha suggellato il trionfo scrivendo sulla telecamera «Bez Kimi Italia», una splendida dedica rivolta ai connazionali Marco Bezzecchi e Andrea Kimi Antonelli, trionfatori nei motori.
L'INSEGUIMENTO AL TRONO MONDIALE - Oltre alla gloria e ai trofei, la trasferta americana restituisce al tennis tricolore la miglior versione possibile del proprio alfiere, archiviando definitivamente il lieve appannamento vissuto a inizio stagione in Australia. Adesso, il mirino è puntato dritto sulla vetta della classifica mondiale occupata da Carlos Alcaraz. Il divario si è drasticamente assottigliato: dai tremilacentocinquanta punti di ritardo precedenti alla campagna californiana, la distanza si è ridotta ad appena milledicentonovanta lunghezze.
La stagione sulla terra rossa europea è ormai alle porte: il fenomeno azzurro ha fame di storia e lo scettro planetario non è mai stato così vicino.
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Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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